Ambrogio e Agostino a Milano

Ambrogio e Agostino a Milano

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Articolo di Harry Stevens
Fotografie di Harry Stevens, Beverly Stevens ed Erica Mc Cullagh

“Ci avevi bersagliato il cuore con le frecce del Tuo amore, portavamo le Tue parole conficcate nelle viscere.”
Sant’Agostino, Confessioni

“Se si richiede della mia persona, io sono pronto a presentarmi: conducetemi in prigione o alla morte, non opporrò resistenza ma non tradirò mai la Chiesa di Cristo… Morirò ai piedi dell'altare, piuttosto che abbandonarla.”
Sant’Ambrogio

Come si fa a scrivere di due grandi Dottori della Chiesa? Con umiltà. Da chi ne sa più di questi santi, chiedo comprensione e tolleranza, in modo che coloro che non li conoscono possano farlo. Quello che segue è un breve sommario del tempo di entrambi, Sant'Ambrogio e Sant'Agostino, a Milano. (Nota della Redazione: per la lettura più approfondita, vedere i riferimenti bibliografici alla fine di questo articolo.)
La biografia di Sant'Ambrogio è stato scritta dal suo segretario, il diacono Paolino da Nola, su suggerimento di Sant'Agostino. Alcuni dicono che è deludente dal punto di vista letterario; io ho letto il racconto di Paolino, e non è certo sullo stesso livello di prosa de “La vita di San Martino di Tours” di Sulpizio Severo. Tuttavia Paolino, nella prefazione alla biografia, commenta i limiti alle sue capacità di scrittura. In ogni caso, i lettori di oggi dovrebbero leggerla come un resoconto di prima mano da parte di un testimone oculare di questo Santo del quarto secolo d.C.
Noi sappiamo molto di Sant'Agostino dalla sua propria scrittura e da altre fonti, come il suo amico per 40 anni, San Possidio. Il testo di Possidio si intitola “La vita di Sant'Agostino”, scritta entro due o tre anni dalla morte di Sant’Agostino. Quello scritto da Possidio è un resoconto veritiero di qualcuno che ha condiviso lo stesso tetto per sette o otto anni, con un amico per 40 e più anni.
Egli dice di Sant'Agostino: “era il migliore dei vescovi, predestinato dall'eternità, venuto il suo tempo, ad esserci donato…”

I PRIMI ANNI DI VITA DI AMBROGIO: Nato probabilmente a Treviri nel 339 circa da genitori di antico lignaggio cristiano. I suoi nomi alla nascita furono Aurelius Ambrosius, gens Aurelia per parte di madre e Ambrosius dal padre. Suo padre, anche lui chiamato Ambrosius, era Prefetto della Gallia.
Dopo la morte del padre, la famiglia si trasferì a Roma intorno al 340After his father died, the family moved to Rome about 340. Dato che Ambrogio era destinato al servizio civile, ricevette un’istruzione nelle arti liberali, con studi classici, greco, latino, letteratura, filosofia, musica e retorica. Più tardi, studiò legge.

 

LA DEA PRE-CRISTIANA: Agostino, come tanti che lasciano la benevola influenza dei propri genitori da molto giovani, fu sedotto dal fascino peccaminoso di un mondo pagano. Pieno di orgoglio per il suo successo di brillante studente, alla giovane età di 18 anni (nel 372 d.C.) divenne padre, e andò a vivere con la madre di suo figlio, Adeodato.

I PRIMI ANNI DI VITA DI AGOSTINO: Agostino nacque a Tagaste (odierna Souk Ahras, in Algeria) il 13 novembre del 354 da Patrizio e Monica. Patrizio era un pagano appartenente alla casta senatoriale e di proprietari terrieri dei curialis; sua madre, Monica, era una devota cristiana. Agostino ricevette l’istruzione primaria a Tagaste, in seguito studiò a Cartagine, una città pagana, nel 370. Il suo piano di studi includeva materie come latino, greco, retorica, filosofia e letteratura, oltre ad altre materie.

Agostino riferisce, nelle sue Confessioni: “Sono diventato malvagio senza ragione. Non avevo alcun motivo per la mia cattiveria, tranne la malvagità stessa. Era laida, e l’amai, amai il mio annientamento, non l'oggetto per cui mi annientavo, ma il mio annientamento in se stesso. La mia anima depravata precipitava giù dal Tuo firmamento verso la rovina, non già nella ricerca vergognosa di qualcosa, ma nella vergogna stessa. “

 

AMBROGIO SI DISTINSE: nell’anno 365, all’età di circa 26 anni, Ambrogio e suo fratello divennero avvocati presso il tribunale di Sirmio (nella moderna Repubblica Serba), che era il quartier generale e la sede degli uffici amministrativi del prefetto del Pretorio. Ambrogio si distinse in tribunale , ed entrò nei favori di Anicius Probus, prefetto del Pretorio. Probus promosse Ambrogio a membro del suo consiglio. Intorno al 370, entrambi furono nominati a governatorati, e Ambrogio si recò a Milano.

 

AUGOSTINO ABBRACCIA MANI: Agostino sviluppò competenze in retorica, considerandone la pratica come la sua professione, pur continuando a studiare filosofia per amore. Intorno al 373, si appassionò del manicheismo, essenzialmente una religione che cercava di includere in sé tutte le verità di tutte le religioni precedenti . Agostino ci dice che non fosse attirato dalla loro ‘filosofia libera e sfrenata per fede'. Agostino aveva abbracciato i Manichei, letto tutti i loro libri e ne ha difeso le posizioni. Ha inoltre studiato astrologi.

 

AGOSTINO A ROMA: nel 383, all’età di 29 anni, Agostino decise di lasciare Cartagine per Roma, avendo trovato lavoro lì come insegnante di retorica. Ma nel lasciare Cartagine, mentì a sua madre Monica. Il suo inganno ebbe successo e salpò verso Roma, lasciando la propria famiglia. A Roma tuttavia, in realtà cadde malato, al punto di convincersi di essere sul letto di morte. In aggiunta a questi problemi, presto Agostino si ritrovò con studenti romani che si approfittarono di lui trovando il modo di non pagarlo. Quando alcuni funzionari di Milano vennero a Roma in cerca di un insegnante di retorica, Agostino si propose e fu assunto.

 

L’EPIFANIA DI AGOSTINO RIGUARDO AL MANICHEISMO accadde quando incontrò Fausto, un vescovo di questa setta, nei suoi scritti Agostino lo definisce “il lacciuolo del Diavolo”. Per nove anni, gli anziani (o eletti) della setta rimandarono Agostino da Fausto per chiarire incongruenze dottrinali. Agostino trovò che Fausto fosse un uomo comune, abile nel parlare ma ignorante della Verità. Agostino fu disilluso dal Manicheismo avendo imparato che non gli aveva rivelato la Verità che cercava.

AMBROGIO A MILANO: al suo arrivo a Milano intorno all’anno 370, Ambrogio si sentì dire da Probo: “Va’, e comportati non da giudice ma da vescovo.” Queste parole si rivelarono profetiche. Quando Ambrogio arrivò a Milano, Ariani e Cristiani erano entrambi presenti, così come i pagani che seguivano il culto di Mitra. Molti fra i compiti di Ambrogio come governatore includevano la responsabilità dell’ordine pubblico. Era giudice di primo grado, ed anche membro del Senato, e supervisore di un gran numero di dipendenti pubblici. Era molto amato dal popolo.

Nel 374 morì il vescovo di Milano, dopo 20 anni di regola Ariana. I cattolici videro la possibilità di mettere uno dei loro sulla cattedra del vescovo . Lo storico Rufino di Aquileia ci dice che come governatore , Ambrogio previde un grande scontro tra le due parti .
Egli quindi entrò nel Duomo di Milano dove tutti erano riuniti, il suo scopo era quello di calmare le masse (dopo tutto, era il responsabile dell'ordine pubblico). Mentre Ambrogio si rivolgeva ai presenti , Paolino ci racconta che si levò un grido, la voce era di un bambino, dicendo “Ambrogio per vescovo!” Allora tutta la folla – Ariani e Cattolici allo stesso modo – cominciò a scandire le stesse parole: “Ambrogio per vescovo!”
Ambrogio non voleva questo; al momento era solo un catecumeno. Si sentiva indegno e impreparato. Ambrogio lasciò la cattedrale, e Paolino ci dice che, contrariamente alle sue abitudini, fece torturare alcuni prigionieri, sperando di dissuadere le persone attraverso un simile violento spettacolo.
In risposta , la folla gridava “Il tuo peccato ricada su di noi”. Ambrogio poi cercò di infangare la sua reputazione avendo delle prostitute in casa sua. La folla, imperterrita, ancora una volta gridò “Il tuo peccato ricada su di noi”.
Ambrogio vide come questi ultimi due atti fossero inutili. Cercò poi di lasciare Milano, non una volta, bensì due. Durante il suo primo tentativo di fuga, il popolo lo catturò. Rimandò poi messo la sua decisione per circa un mese cercando l'approvazione dell'imperatore. In attesa della decisione dell'imperatore, cercò di fuggire di nuovo, rifugiandosi in casa di un amico. Ma, quando il messaggio dell'imperatore arrivò – approvando l’elezione di Ambrogio – l'amico denunciò Ambrogio alle autorità. Solo allora Ambrogio riconobbe qual fosse la volontà di Dio .
Ambrogio insistette su un Vescovo per ricevere il battesimo. Ambrogio fu battezzato il 30 novembre del 374, all'età di 40 anni (era usanza in quei tempi di essere battezzati più tardi nella vita. Ambrogio poi guardandosi indietro, definì i suoi anni giovanili senza i sacramenti come un tempo in cui “si era perso”). Infine completò gli altri gradi della gerarchia ecclesiastica, e fu consacrato vescovo la domenica 7 dicembre del 374.

Agostino a Milano
Agostino visse a Milano dall’autunno del 384 al maggio del 387. Insegnò retorica nelle locali scuole pagane, ancora in preda delle sue convinzioni manichee, anche dopo l'esperienza con Fausto .
Eppure Agostino, ancora alla ricerca della Verità, cominciò a leggere la Sacra Scrittura. Ma la Scrittura non era sufficiente: inizialmente uno scettico Agostino non fu affatto impressionato dagli scritti sacri. Pensava che fossero più adatti ai bambini. Inoltre, aveva ancora problemi con il concetto del male che pensava il cristianesimo non avesse affrontato completamente .
Poi, a Milano arrivò la madre Monica, insieme all’amante di Agostino da dodici anni e il loro figlio dodicenne.
Monica mandò via l'amante di Agostino, volendo che il figlio avesse un matrimonio legittimo; in risposta Agostino si trovò un’altra amante. Fu durante questo periodo che Agostino notoriamente pregò: “Fammi casto e continente, ma non ancora.

LE TORRI DELLA CHIESA LI CONOBBERO: Ambrogio e Agostino si incontrarono a Milano quando Ambrogio fu sulla cinquantina, Agostino aveva 30 anni. Ambrogio era un aristocratico romano, ed era Vescovo di Milano da 10 anni. Al contrario, Agostino era un oscuro retore africano, seguace di Mani.

SANT’AMBROGIO E I SANTI GERVASIO E PROTASIO NELLA CRIPTA DELLA BASILICA AMBROSIANA A MILANO, ASPETTANDO LA RESURREZIONE. I loro resti riposano indisturbati da 17 secoli.

 ANTICO MOSAICO AMBROSIANO (al centro), creato prestissimo dopo la sua morte. Agostino fu attratto da Ambrogio grazie al suo stile dialettico. Nelle sue Confessioni, Agostino racconta che “non ho incontrato alcun problema ad imparare quello che ha detto, ma solo per aver udito come lo ha detto… ” Tuttavia, Agostino visse con molta angoscia la trasformazione in sé di ciò che stava imparando . Inoltre , nelle Confessioni , Agostino ci racconta questa storia: “Un giorno, ho sentito la voce di un bambino che cantava nel cortile accanto alla mia porta: Prendilo e leggilo, prendilo e leggilo.” Prese lì vicino una copia delle Scritture, la aprì e lesse il primo passaggio che vide: “Non in disordini e ubriachezze, non fra vizi e lascivie, non in contese e gelosie : ma conformatevi nel Signore Gesù Cristo e non seguite la concupiscenza della carne.” Immediatamente dopo aver letto questo brano, Agostino non ebbe più nessun dubbio su cosa dovesse fare. Aveva superato la sua ultima obiezione. Per la grazia di Dio, le preghiere di Monica, e l'amicizia di Ambrogio con i suoi sermoni, Agostino riuscì ad allontanarsi dalla menzogna dei Manichei e divenne catecumeno.

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