Sant’Antonio, il Taumaturgo

Sant’Antonio, il Taumaturgo

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Testo di Beverly De Soto Stevens
Fotografie di Erica Mc Cullagh

 E’ uno dei Santi più celebri della Chiesa, conosciuto universalmente come il super-competente manager del celestiale ufficio “Perduto e ritrovato” (“Sant’Antonio, vieni in mio aiuto e fammi trovare ciò che ho perduto” è una preghiera recitata da milioni di fedeli.)
Chi di noi è abituato a questo rapporto familiare, tuttavia, può avere uno choc nell’apprendere chi sia stato in realtà Sant'Antonio da Padova OFM. Infatti, anche se ha vissuto per soli 35 anni, Antonio era conosciuto in vita per la sua predicazione forte, la conoscenza approfondita delle Scritture – e per i suoi miracoli .
Quindi, studiando bene i fatti, vediamo che, in ben 2000 anni di storia della Chiesa Cattolica, Antonio fu il secondo ad essere proclamato più rapidamente, dopo Pietro da Verona. Antonio fu canonizzato da Papa Gregorio IX il 30 maggio 1232, a Spoleto, in Italia, meno di un anno dopo la sua morte.
Progetto di vita di Fernando: cambiato
Fernando Martins de Bulhões nacque nel 1195 in una aristocratica famiglia di Lisbona e inizialmente, all’età di quindici anni, raggiunse gli Agostiniani. Era il maestro ospite nella loro abbazia che contiene la famosa biblioteca di Coimbra, quando tutto il suo mondo cambiò improvvisamente.
I Frati Francescani si erano sistemati in un piccolo eremo nelle vicinanze; il loro Ordine era stato fondato solo undici anni prima. Ben presto arrivarono brutte notizie: cinque Francescani erano stati decapitati in Marocco e il Re aveva riscattato i loro corpi per farli restituire così da seppellirli come martiri nell’abbazia.
Ispirato dal loro esempio e fortemente attratto dal loro semplice ed evangelico stile di vita, Fernando ottenne il permesso di entrare nel nuovo Ordine; al momento della sua ammissione adottò il nome di ‘Antonio’. Poi partì per il Marocco, tuttavia si ammalò gravemente e, durante il viaggio di ritorno, la nave su cui viaggiava finì fuori rotta e attraccò in Sicilia. Quando riprese il viaggio verso l’Italia del nord, Antonio fu infine assegnato ad un eremo francescano rurale, a causa della sua salute cagionevole. Lì visse in cella, dentro una vicina grotta, dove trascorse molto tempo da solo, pregando e studiando.

 ANTONIO IL PREDICATORE: Una Domenica nel 1222 un certo numero di Frati Domenicani vennero in visita per un’ordinazione e sorse un malinteso su chi dovesse predicare. I Domenicani erano famosi per la loro predicazione, ma erano arrivati impreparati, pensando che un Francescano avrebbe tenuto l'omelia. Allora Antonio fu pregato di fungere lui da predicatore, lo Spirito Santo lo ispirò e fu tanta l’impressione suscitata con l'omelia di quel giorno che così iniziò la sua carriera come oratore. Dal 1224 San Francesco d'Assisi, fondatore dell'Ordine, affidò ad Antonio il compito di preparare in teologia i suoi sacerdoti .
Antonio incentrò le sue omelie sulla grandezza del Cristianesimo, e quando, pochi anni dopo, fu inviato dai Francescani presso il Papa Gregorio IX, questi gli commissionò la sua raccolta, Sermoni per i giorni di festa (Sermones in Festivitates). Lo stesso Gregorio IX lo descrisse come l’”Arca del Testamento.”

 

ANTONIO IL TAUMATURGO: I racconti del 13° secolo sui miracoli di Antonio sono affascinanti da leggere anche per I Cattolici di oggi. Nonostante il loro ovvio tono folkloristico, è l’assoluta originalità dei miracoli che impressiona di più . Uno viene via pensando che tali eventi straordinari possono essere solo favole – o il particolare tipo di realtà che sembra avvolga i santi. Dato che qui sarebbero troppi i miracoli da raccontare, ci concentreremo su tre fra i più celebri:

LA MULA IN GINOCCHIO: La dottrina della Presenza Reale fu denigrata in Nord Italia nel 1200, con la diffusione dalla Francia della gnostica eresia degli Albigesi. Un giorno, Antonio fu sfidato pubblicamente. “L'eretico si alzò e disse: ‘Io terrò la mia bestia da soma rinchiusa per tre giorni e la farò quasi morire di fame. Dopo tre giorni, in presenza di altre persone, la farò uscir fuori e le mostrerò il foraggio. Voi, dall’altra parte, le mostrerete ciò che credete sia il Corpo di Cristo. Se l'animale muore di fame, ignorando il foraggio, si precipita ad adorare il vostro Dio, io sinceramente crederò nella fede della Chiesa.’
“Il santo accettò subito. Il servo di Dio entrò in una cappella vicina e celebrò i riti della Messa con grande devozione. Una volta finito, uscì dove la gente stava aspettando, portando con riverenza il corpo del Signore. La mula affamata fu condotta fuori dalla stalla, e le fu mostrato cibo appetitoso. L'uomo di Dio disse con grande fede all’animale: “In nome della virtù e del Creatore, che io, pur indegnamente, sto portando nelle mie mani, ti chiedo, o bestia, e ti ordino di avvicinarti rapidamente e con umiltà e solo di mostrare venerazione, in modo che gli eretici malevoli imparino da questo gesto che ogni creatura è soggetta al Signore, che tengo nelle mie mani con la dignità sacerdotale sull'altare”.
Il servo di Dio aveva appena finito di parlare quando l'animale, ignorando il foraggio, si inginocchiò e abbassò la testa sul pavimento, quindi si genuflesse davanti al Sacramento vivente del corpo di Cristo.”

 

I PESCI IN ASCOLTO: Il racconto si svolge a Rimini, città balneare e porto sull’Adriatico, non distante da Padova. Una domenica mattina, il Santo incontrò dei pescatori che non erano andati a Messa. Cominciò a predicare e loro lo presero in giro. Antonio allora, stando ai bordi dell'acqua, guardò in lontananza e proclamò in modo che tutti potessero sentire:
“‘Dal momento in cui avete dimostrato che non siete degni della Parola del Signore, guardate, mi rivolgo ai pesci, per confondere ulteriormente la vostra incredulità. ‘
“E riempito con lo spirito del Signore, cominciò a predicare ai pesci, elaborando sui doni dati loro da Dio: come Dio li aveva creati, come a Lui si debba la purezza dell'acqua, quanta libertà Egli avesse dato loro e come fossero stati in grado di mangiare senza lavorare.
“I pesci cominciarono a riunirsi per ascoltare questo discorso, alzando la testa sopra l'acqua e guardandolo attentamente, con la bocca aperta. Fintanto che piacque al Santo di parlare con loro, rimasero ad ascoltare con attenzione, come se potessero ragionare. Né lasciarono il loro posto, finché non ebbero ricevuto la sua benedizione.”

 

ANTONIO & IL BAMBIN GESU’: Antonio venne accolto da un residente locale in una città italiana dove era stato a predicare. Il suo ospite gli diede una stanza appartata, in modo che potesse studiare e dedicarsi indisturbato alla vita contemplativa. Ben presto però, la curiosità per il suo ospite così famoso ebbe la meglio su di lui e così fece capolino attraverso la finestra della camera di Antonio. Ciò che vide è immortalato in quasi ogni Chiesa cattolica nel mondo. “Un bel bambino allegro apparve fra le braccia benedette di Antonio”. Il Santo lo abbracciò e lo baciò, contemplandone il volto con incessante attenzione. Il padrone di casa rimase intimorito e rapito dalla bellezza del bambino, rimanendo sconvolto quando, dopo un lungo periodo di tempo trascorso in preghiera, la visione scomparve; il Santo chiamò il padrone di casa e gli proibì di raccontare a chiunque quello che aveva visto. Dopo che il Santo morì, l'uomo raccontò l’episodio piangendo e giurando sulla Bibbia che stava dicendo la verità.”

SE C’E’ QUALCOSA DI PERDUTO E NON SI RIESCE A RITROVARE: Un incidente nella città universitaria di Bologna è all'origine della fama del Santo per ritrovare sia gli oggetti smarriti, sia le persone ed i beni spirituali. Antonio possedeva un libro di salmi con note e preziosi che usava per insegnare ai suoi allievi. Un novizio che aveva deciso di lasciare l'Ordine rubò il pregiato salterio. Antonio pregò perché il suo salterio fosse ritrovato o restituito. Il ladro si pentì, restituì il libro di Antonio e ritornò nell’Ordine . Il libro rubato si dice essere conservato nel convento Francescano di Bologna.

LA FAMA DI SANT’ANTONIO SI DIFFUSE IN TUTTO IL MONDO attraverso l’ex Impero portoghese e con la diaspora degli Italiani emigrati fra il 19° ed il 20° secolo. I racconti degli interventi miracolosi del Santo sono quindi riferiti da ogni angolo della Terra.
A Siolim, un villaggio nello stato indiano di Goa, Sant'Antonio è sempre raffigurato con un serpente su di un bastone . Questa è una rappresentazione dell'incidente avvenuto durante la costruzione della chiesa in cui un serpente disturbò i lavori di costruzione. Il popolo dei fedeli si rivolse a Sant'Antonio per un aiuto, collocando la sua statua nel cantiere . La mattina dopo, il serpente fu trovato catturato con una corda in una mano della statua.

 

IL SEPOLCRO DI SANT’ANTONIO DA PADOVA: Antonio fu proclamato Dottore della Chiesa il 16 gennaio 1946, e la sua Basilica a Padova conserva i suoi resti mortali, meta di costanti pellegrinaggi.

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