HO DETTO ADDIO ALLO STILE GOTICO

HO DETTO ADDIO ALLO STILE GOTICO

Print Friendly, PDF & Email

Quest’anno, ad Halloween, ho detto addio allo stile gotico.

I tatuaggi, il trucco marcato e il fatto di non prendere il sesso sul serio sono ormai per me cose vecchie.

Ero emo, ora non più. Pur avendo diversi piercing alle orecchie, non mi sono mai tatuata né ho mai sconfinato nel “lato oscuro”, al contrario di altri miei amici.

Sono rimasta affascinata dalla gioventù dei miei nonni. Su Facebook ho visto i video dei successi musicali dei loro tempi: le canzoni di Frank Sinatra ed Elvis Presley, oltre che quelle di Cab Calloway e dei Jumpin’Jive. E amo lo stile d’abbigliamento: i loro vestitini a vita alta dalle fantasie floreali dai colori tenui, le scarpe con il mezzo tacco e il velo sulla testa delle spose.

Avevo già visto donne con il velo al matrimonio della sorella maggiore della mia amica Whitney. Viene da una famiglia cattolica, e forse è per questo che Nicole ha insistito affinché il suo matrimonio venisse celebrato con una Messa in Latino nella vecchia chiesa, piena di statue e candele. Un giovane accolito reggeva un candelabro con molte candele bianche. L’incenso saliva lentamente formando una nebbiolina profumata. Mentre la sposa entrava camminando lungo la navata, udimmo il solista del coro cantare in latino. Molte ragazze portavano il velo.

Non so perché ma restai affascinata, tanto quanto mia madre si irritò. Probabilmente preferiva che restassi emo e che non mi appassionassi alla religione. Ovviamente non ero quel tipo di ragazza che odia i suoi genitori. Sono più precisa: ero insofferente nei loro confronti. Conoscevo ragazzi i cui padri erano fuggiti con delle ragazze giovani, e che cercavano di farsene una ragione. Altri ragazzi avevano dei padri alcolizzati e dunque letteralmente incapaci di mandare avanti la loro famiglia.

Questo non riguarda solo i padri dei miei coetanei. I genitori di Whitney erano divorziati perché, a detta di sua madre, il suo ex marito era noioso. Di conseguenza si risposò con un ragazzo irascibile e scapestrato. Secondo Whitney, sua madre avrebbe lasciato anche il suo secondo marito, non fosse per il fatto che era ormai in là con gli anni e sarebbe stato difficile trovare un nuovo partner.

Nicole lasciò casa circa una settimana dopo che l’Arrabbiato si trasferì a casa sua. Whitney restò fin quando non ce la fece più, dopodiché si trasferì dalla sua “stramba” nonna cattolica. Un tempo pure sua madre era cattolica, ma diventò protestante sposando l’Arrabbiato. Provarono a trascinare Whitney nella loro nuova chiesa frequentata da dottori ed avvocati di grido, nonché dai ragazzi più popolari della scuola, i quali emarginarono quasi subito la nuova arrivata. Per questo motivo, tutte le domeniche Whitney si trovò a starsene in un cantuccio, lo sguardo fisso sull’I-phone, mentre tutti parlavano tra loro.

Penso sia questo il motivo per cui mia madre non vuol sentir parlare della religione. Sostiene che i cristiani siano sempre pronti a giudicare gli altri e ad escludere le persone, e per questo è fiera di essere atea. Per quanto riguarda mio padre, è un insegnante appassionato di fumetti, estremamente razionale. Le poche volte in cui ho parlato di Dio con la mia famiglia, riesce sempre a essere dissacrante. Lui passa le domeniche dormendo tutto il giorno, mentre mia madre le dedica alla palestra. Sostiene che “dopo il lavoro settimanale merita una domenica dedicata a sé stessa”. D’altronde lavora molto, essendo infermiera: è lei che porta i soldi in famiglia.

Entrambi i miei genitori non ebbero nessuna reazione irata quando attraversai il periodo emo. Mia madre fece qualche battuta sarcastica in risposta della quale mio padre sorrise. Sapevano che erano stati alternativi anche loro da giovani, e per cui non si preoccuparono troppo.

Il punto è che i miei genitori non erano gente piacevole. Tutto quello a cui miravano era avere una vita ordinaria e razionale, ma anche molto noiosa. Quello che facevamo, dalla vita di tutti i giorni alle feste comandate, lo facevamo perché tutti lo facevano.

La vita era di conseguenza molto superficiale. Tutto era finalizzato a sé stesso, in una noia mortale.

So che le mie lamentele sono alquanto stupide e immotivate. La mia situazione familiare non è grave quanto quella di Whitney. Proprio questo mi spinse a parlare con sua nonna mentre, sedute nella sua cucina, la osservavamo cucinare le lasagne.

“Quest’anno per Halloween tornerai a vestire in stile gotico?” chiese la nonna, nota per non essere mai politicamente corretta.

Whitney staccò gli occhi dall’I-phone fingendo di essere scandalizzata.

“Nonna!”  protestò, mentre continuava a scorrere con il dito sullo schermo dello smartphone e mi osservava nervosamente.

Mi limitai a ridacchiare.

“Mah, no!” risposi cercando di farle vedere che non mi ero offesa in alcun modo.

“Su” disse la donna, sogghignando  “Lo so che hai ancora i tuoi vecchi trucchi neri da qualche parte nel tuo beautycase!”

Whitney alzò gli occhi al cielo. Sembrava in procinto di protestare, ma la fermai: mi stavo divertendo.

“È Halloween!”  esclamò la nonna di Whitney  “La notte dei mostri! Tutti impazziscono ad Halloween!”

“Che ne sai?”  le chiesi con aria innocente.

“Io?” sogghignò la signora, cominciando a sistemare le lasagne nel forno. Si asciugò le mani sul grembiule  “So tutto: sono su Facebook!”

Scoppiammo a ridere.

“Nonna”  chiese Whitney  “Perché mia madre non è più cattolica?”

Trattenni il respiro. Nella mia famiglia non facevamo mai discorsi simili, specialmente se c’erano ospiti.

Evidentemente per la nonna di Whitney non era così. Al contrario, prese la palla al balzo: replicò immediatamente a sua nipote.

“Per colpa del sesso”  dichiarò seccamente  “Tua madre voleva avere rapporti sessuali con tuo padre prima del matrimonio. Le ho detto che sarebbe andata all’inferno se l’avesse fatto.”

Ero senza parole, mentre Whitney insistette per avere più informazioni.

“Mio padre?”  fece, incredula  “Cioè il tizio che secondo mia madre è la persona più noiosa del mondo?”

“Esatto”  disse la donna, abbozzando un sorrisetto  “Lo stesso tizio.”

Io e Whitney restammo a guardarci negli occhi, ammutolite. Com’era possibile? Suo padre lavorava in banca. Era sempre presente agli eventi più importanti della vita di sua figlia, era sempre lui a provvedere a tutto. Non aveva protestato quando sua moglie l’aveva piantato dicendogli di andarsene dalla sua vita e dalla sua camera matrimoniale.

La nonna di Whitney si sedette e prese una bottiglia di Merlot, la aprì e ne versò un po’riempiendo tre bicchieri che appoggiò sul tavolo.

“Che ci crediate o no”  disse con un sorriso ironico  “Il peccato esiste, è un dato di fatto.”

Fu in quel momento che udimmo il rumore di una goccia. Guardai fuori dalla finestra, per capire cosa fosse successo, e cercando di formulare una domanda.

“La generazione dei vostri genitori è convinta di aver inventato il sesso”  spiegò, alzandosi dalla sedia  “Ovvio che non è così, ed è per questo che sono dei miserabili.”

La cosa cominciava ad interessarmi. Bevvi un sorso di vino dal sapore piacevole e vellutato. Whitney mi imitò, posando l’I-phone sul tavolo.

“Aprite le orecchie”  disse la donna  “Il sesso è una cosa seria. Se lo prendete alla leggera, prima o poi vi si ritorcerà contro.”

Questo era troppo. Io e Whitney scoppiammo a ridere nervosamente.

“Ovvio che voi sapete tutto”  disse la nonna agitando la sua mano grassoccia.

Per tutta risposta, io e Whitney continuammo a ridere, ma la nonna ci ignorò.

“Whitney, tua madre era come te quando aveva la tua età”  scandì, osservando la nipote con aria minacciosa.

Whitney non si impressionò.

“In che senso, nonna?”  scrollò le spalle, indifferente. Sua nonna non si offese e spiegò meglio.

“Tua madre voleva avere una vita divertente. Voleva che fosse tuo padre a preoccuparsi per lei e per le sue figlie, mentre lei avrebbe lavorato e avrebbe portato a casa i soldi per andare in gita a Disneyland e comprare i SUV.”

“E ha avuto tutto questo”  disse Whitney, tornando a fissare l’I-phone.

‘Sì, ma non era soddisfatta”  spiegò la nonna di Whitney, afferrando il bicchiere di vino  “Aveva quel che voleva, ma non era soddisfatta. Voleva di più, è questo il problema.”

“Quale sarebbe il problema?”  mi trovai a chiedere.

“Il problema è che non hanno preso il sesso sul serio. Non hanno preso Dio sul serio. Il problema”  disse la nonna  “è che se tu ragioni solo secondo la tua volontà, fondi la tua vita sulla sabbia, e il diavolo può spazzare via tutto in un soffio.”

Seguirono istanti di silenzio. La nonna si mise a fissare un punto indefinito fuori dalla finestra.

“Sapete che per decenni non sono andata in chiesa? E sapete qual era il motivo?”

Non dicemmo alcunché.

“Ve lo dico io il motivo.”  proseguì, tornando a fissarci  “Tuo nonno Joe, il mio Joe, non sopportava quello che hanno fatto alla nostra chiesa. Non si facevano più celebrazioni in latino. I preti non facevano altro che ripetere “va tutto bene” durante le omelie, e Joe diceva che se avesse voluto uno psicologo sarebbe andato da un professionista, non da un prete.”

Riflettei. Avevo frequentato poco gli ambienti ecclesiastici, e tutto quel che ricordavo erano i preti che si comportavano come psicologi o come intrattenitori, il cui unico scopo era compiacere il pubblico presente.

“E allora a che serve un prete?”  chiese Whitney, afferrando il bicchiere per berne un altro sorso.

“Un prete”  spiegò la donna con aria seria  “è in una parrocchia per rappresentare Cristo. Deve somministrare i Sacramenti che ci ha donato Cristo, di modo che possiamo vivere nella Grazia di Dio.”

Confusa dalle parole della donna, guardai lei e Whitney con aria interrogativa.

“Vedi”  proseguì  “la vita è dura, no? Siete ragazze ma avete vissuto abbastanza per saperlo.”

Io e Whitney facemmo di sì con la testa.

“Per questo abbiamo tutti bisogno di aiuto nella vita. La Grazia di Dio ci aiuta ad affrontare la vita. Così che facciamo la Sua Volontà. E possiamo accedere alla Grazia di Dio tramite i Sacramenti. Con la Grazia di Dio”  proseguì con una intensità sempre crescente  “vale la pena vivere la nostra vita. La nostra vita diventa bella e soddisfacente.”

Ero d’accordo. Improvvisamente, mi trovavo a capire il suo punto di vista, ma prima che dicessi qualcosa la donna cambiò discorso.

“Stasera è la notte di Halloween”  disse  “molti bambini e ragazzi più grandicelli si vestono da fantasmi e mostri, giusto?”

Annuimmo di nuovo.

“Solo che non si rendono conto di cosa sia Halloween in realtà. È il Capodanno di Satana. La vera Festa è quella che cade il giorno dopo, ossia la Festa di Tutti i Santi: il giorno in cui il Cristianesimo ricorda la Comunione dei Santi. E il giorno dopo ancora cade la Commemorazione dei Defunti. Forse neanche sapete cosa sia.”

“Cos’è?”  chiese Whitney, sogghignando nonostante io capissi che non fosse poi così sarcastica.

“Halloween ridicolizza la nostra visione del mondo spirituale, riducendo il rapporto con le anime dei defunti ad una carnevalata spesso con risvolti tragici. Molte persone cercano di mettersi in contatto con le anime dei propri parenti deceduti organizzando sedute spiritiche da quattro soldi. In realtà le Anime del Paradiso riescono a vedere noi che siamo sulla Terra senza bisogno di pagare nessun medium. Sono i santi, e spesso ci aiutano. Se abbiamo bisogno della Grazia di Dio, chiediamo aiuto anche a loro.”

Tutto quello che sapevo riguardo i santi riguardava San Patrizio e quella leggenda secondo cui avrebbe liberato l’Irlanda dai serpenti. Ne parlai alla donna, che sembrò compiaciuta.

“Ecco, quello è un esempio pratico della Grazia di Dio.”  spiegò  “Secondo te come fanno i santi a compiere i miracoli?”

“Ehm, con la Grazia?”  azzardò Whitney. Mi osservò, temendo di aver detto una sciocchezza.

“Bene, e quindi cosa c’entra questo con il sesso?”

Non potevo credere di averlo detto. Whitney sghignazzò, mentre la nonna mi osservò, seria.

“Ascoltami. Ho settantacinque anni. Hai mai visto niente di più brutto di una donna della mia età con un vestito di Halloween sexy?”  mi chiese bruscamente.

Ammisi che effettivamente non sarebbe stato un bello spettacolo.

“E perché è così? Te lo dico io. Chi si comporta così non prende il sesso sul serio. Il vero sesso viene da Dio.”

Riflettei, mentre lei proseguì.

“Se noi ci estraniamo da Dio, diventiamo morti dentro. E tutto ci sembra morto e inutile. Possiamo provare a renderci felici da soli, comprando cose inutili o peccando. Lì per lì ci sembra gratificante, ma prima o poi passa.”

Annuii, osservando Whitney. Immaginavo stesse pensando all’Arrabbiato e a sua madre. Io, al contrario, pensavo ai miei amici emo che erano passati al “lato oscuro”.

“Il peccato ha le sue vittime”  proseguì la nonna  “Innanzitutto i peccatori. Poi, le famiglie dei peccatori. Tutti coinvolti in un circolo vizioso. E il diavolo ne è compiaciuto. Tutti fuori dalla Grazia di Dio, tutti a fare quel che gli passa per la testa, pronti a cadere nei suoi tranelli.”

“È questo il motivo per cui hai avvertito mia madre che sarebbe andata all’Inferno se avesse fatto sesso con mio padre?”  chiese Whitney.

“Certo”  rispose tranquillamente sua nonna. Esitai a guardare Whitney.

“Beh, ha reso le nostre vite un inferno”  sbottò Whitney.

La nonna annuì senza dire niente.

“Vedi” provai a dire  “capisco cosa dici quando parli di gente morta dentro. A casa mia è così.”  spiegai, gesticolando, nella cucina adornata da un quadro rappresentante l’Ultima Cena. Non capivo come fosse possibile, ma lo sentivo vivo. E non ero in ansia.

“E volete sapere perché le ragazze portano il velo alla Messa in latino?”  chiese la nonna.

Io e Whitney scuotemmo la testa.

“È come se dicessero “Rispettami” ” la nonna indicò sé stessa, prima di cominciare a gesticolare. Continuando a fissarla, bevvi un altro sorso di vino.

Non perché sono una bella pollastrella”  proseguì  “Non perché guadagno tanto. Non perché guido un macchinone. Rispetta me, che sono una creatura di Dio. Rispetta me, specialmente nella Casa di Dio, davanti al Suo Tabernacolo.”

“Non sono come mia madre”  disse Whitney, scoppiando in lacrime.

La nonna smise di parlare ed osservò sua nipote.

“Sa sempre cosa vuole, ma odia la sua vita”  biascicò Whitney.

La nonna sospirò, allungandole un fazzoletto  “Peccato di orgoglio, piccolo”  spiegò  “Lo facciamo tutti, nella vita.”

“Anche tu l’hai fatto?”  chiese Whitney tirando su con il naso.

“Mi stai chiedendo se ho fatto sesso fuori dal matrimonio con tuo nonno?”

“Sì”  annuì Whitney.

Trattenni il respiro. Era evidente che avesse azzardato tanto. Ma sua nonna sorrise con aria beata.

“Sono stata fortunata. Ero pazza di Joe, e mia madre lo sapeva bene. Per questo fece in modo che ci fosse sempre qualcuno con noi due che ci impedisse di restare soli.”  sorrise  “Ricordo una volta in cui eravamo insieme ed arrivò il mio cuginetto di dodici anni. Ero imbestialita!”

Ridemmo tutti.

“Quella volta tutti capivano che il sesso era una cosa seria ” proseguì la nonna  “Le famiglie avevano riguardo per le figlie. E Joe era un uomo di tutto rispetto. Non avrebbe mai provato a fare il furbo. È vero che era difficile, ma riuscimmo a mantenerci casti.”

Piombammo nel silenzio.

“È per questo che tu e Nicole andate alla Messa in latino?”  chiese Whitney, calma, finendo di piangere.

La nonna annuì, solennemente.

“Io ci vado per i fatti miei” spiegò  “E ora che tua sorella è sposata, ci vado per il bene della famiglia.”

Whitney annuì. Aprì la bocca come per dire qualcosa, ma prima che potesse emettere alcun suono, mi intromisi.

“E se venissi in chiesa con te?”  Per la seconda volta in quel pomeriggio, non mi rendevo conto di quel che avevo appena detto.

Whitney era sorpresa, come anche sua nonna. Tuttavia non disse niente.

“Vuoi davvero andare in chiesa con mia nonna?”

Annuii, pur sentendomi come se fossi su un altro pianeta.

“E perché?”  Whitney era incredula.

Sospirai. Sentivo un bisogno dentro di me, un bisogno sempre sopito e che ora era esploso, e io non sapevo come soddisfarlo. Sapevo solo che non avrei potuto più vivere senza quello di cui parlava la nonna.

Avevo tutto quello che avevano i miei coetanei: le amicizie, i momenti di disperazione immotivata.

Ma ora volevo quello che aveva la nonna: la Grazia di Dio.

Annuii, fissando Whitney. Mi sentii alleggerita di un peso incombente. Mi sorrise e poi si voltò verso la nonna.

“Anche io voglio venire alla Messa con te”  annunciò, con gli occhi che le brillavano.

La nonna prese la palla al balzo.

“Bene!”  dichiarò  “Vi porto con me alla Messa dei Santi e alla Messa da Requiem per le Anime dei Defunti.”

“Messa da Requiem?”  chiese Whitney, curiosa come me  “Cioè una Messa per i morti?”

“Certo, perché è importante che voi capiate cosa sia la morte. Ci vestiremo tutte di nero e pregheremo per l’anima del nonno, piccolo”  rispose la nonna  “Ho dei veli in più che potrete indossare voi due. Erano di mia madre.”

“L-la stessa persona che”  provai a dire.

“Certo”  sorrise la nonna  “La stessa persona che disse al mio cuginetto di salvarmi dal peccato che rischiavo di commettere, tanti anni fa.”

Comments

comments

No Comments

Post A Comment