LA STRETTA VIA

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LA STRETTA VIA

Uno sguardo dietro le quinte sulle indagini riguardo la Chiesa Statunitense

Di Beverly Stevens – Caporedattrice di REGINA

Foto di Evan Wing

“Cathy”[1], che ha passato la sua carriera a fianco delle vittime e osservando i loro carnefici, lavora per un’agenzia di investigazione specializzata nei casi di narcotraffico. Laureata in psicologia, dopo aver svolto per dieci anni il ruolo di deputato speciale, attualmente continua a collaborare nella stessa agenzia di investigazione, conducendo gli interrogatori. Inoltre è a capo degli ispettori che si occupano delle indagini sotto copertura che riguardano in particolare la tratta di esseri umani.

Molti Cattolici si stanno chiedendo cosa stia succedendo nelle Diocesi Cattoliche (disperse su 15 Stati USA) che sono state fatte oggetto di indagini federali. Cathy ci risponde con tempestività. 

In quest’ampia intervista, Cathy ha raccontato a REGINA cosa sia stato scoperto a proposito degli spostamenti continui di preti; il modo in cui le vittime vengono selezionate e le sofferenze che rovinano loro la vita; per finire, parla degli episodi di plagio e del modo in cui operano questi preti-carnefici. Cathy parla anche del caso Mc Carrick; di come la droga sia utilizzata nelle sagrestie per rendere le vittime incapaci di reagire, degli indizi che tradiscono la presenza di un prete molestatore, di cosa possa succedere nelle parrocchie oggetto di indagine e di cosa si possa fare di concreto per denunciare simili reati alle autorità competenti.

REGINA: A detta della gente, sembrerebbe che nelle diocesi indagate non si parli molto della questione degli abusi, come se il problema non sussistesse. Si tratta di un atteggiamento responsabile?

CATHY: Assolutamente no! Il silenzio è uno dei quattro elementi fondamentali che fanno sì che gli aguzzini possano agire indisturbati, così come le minacce, le ricompense e, in certi casi, la volontà da parte delle vittime di proteggere qualcuno. Mi preoccupa molto il fatto che la gente non riesca a rendersi conto di quanto i propri sacerdoti, o vescovi, possano essersi macchiati di crimini così gravi, tanto più che le parrocchie e le diocesi sono oggetto di immunità diplomatica in quanto parte della Chiesa.

REGINA: Cos’hanno scoperto le indagini riguardo il comportamento di laici e sacerdoti legati alle diocesi cattoliche?

CATHY: Molti Cattolici tacciono per una volontà di non alimentare eventuali voci di corridoio volte a screditare qualcun altro, tantomeno su qualcuno che ricopre un ruolo degno di reverenza.

REGINA: Le diocesi statunitensi sembrano adottare una strategia uguale dappertutto per gestire l’inevitabile fermento. Innanzitutto, l’istituzione di “punti d’ascolto” a macchia di leopardo. A cosa servono? È possibile che stiano cercando di individuare eventuali aguzzini?

CATHY: È certamente possibile; certo si tratta di un modo poco efficace per tentare di scoprire eventuali aguzzini. Gran parte delle vittime non se la sentono di accusare pubblicamente i loro carnefici.

REGINA: Come mai?

CATHY: Molte vittime, indipendentemente dall’età che avevano nel momento in cui sono state abusate, tendono a sentirsi in colpa per le violenze subite; come se il loro comportamento avesse fatto sì che si “meritassero” la violenza o come se loro abbiano la colpa di non essere riuscite a impedirla.

REGINA: Cosa possono ottenere questi “punti d’ascolto”?

CATHY: Per le diocesi sarebbe più utile rivelare in pubblico cosa abbiano subito le vittime, per poi inviare dei volontari diocesani affinché raccolgano le testimonianze riguardo gli abusi, e le relative preoccupazioni.

I “punti d’ascolto” sono comunque uno strumento utile per gli ispettori, che dopo la rivelazione in pubblico possono raccogliere testimonianze più specifiche riguardo i sentimenti dei parrocchiani o dei diocesani.

REGINA: C’è da sperare che i vescovi lo capiscano presto. Dunque, viene stilata una lista di sospetti, di cui in genere la maggior parte è deceduta o è ridotta allo stato laicale. Cosa succede nel caso in cui il molestatore abbia attualmente abbandonato lo stato clericale?

CATHY: La diocesi sarebbe meno determinante, in questo caso. Dal punto di vista delle indagini, è comunque importante raccogliere informazioni riguardo un molestatore che attualmente è tornato allo stato laicale e vive in mezzo agli agi: chi è stato abusato da lui sarà più propenso ad uscire allo scoperto, il che si tradurrà in ulteriori denunce contro il criminale in questione.

REGINA: Quindi un prete molestatore può rappresentare una minaccia anche se ridotto allo stato laicale?

CATHY: Di solito i molestatori non si fermano finché non vengono incarcerati.

REGINA: E spesso le accuse contro questi preti sono state mosse decenni fa.

CATHY: È necessario che i nomi delle vittime vengano diffusi non appena gli agenti riescano a dimostrare la fondatezza delle accuse. Dal punto di vista psicologico, le liste sono utili in quanto permettono alle singole vittime di capire che non sono state le uniche persone ad essere state abusate. Infatti, non è raro che una vittima che è stata molestata a lungo sia convinta di essere l’unica persona ad aver subito le violenze, e creda che il silenzio sia l’arma migliore per salvare altre possibili vittime.

REGINA: Ma non è questo il motivo per cui i vescovi stanno redigendo queste liste.

CATHY: No, infatti molti vescovi lo fanno solo per far vedere ai laici che si interessano a loro.

REGINA: I vescovi stanno chiedendo a molte persone, in maggioranza laici, di lavorare in prima linea per impedire gli episodi di abusi, mentre loro stessi spesso non sono preparati. Come mai?

CATHY: Il motivo è semplice, oltre che perfettamente legale: i vescovi non sono tenuti a fare essi stessi da giudici, perché questo li metterebbe in una posizione di immunità rispetto alle indagini.

REGINA: Caspita.

CATHY: Ad esempio, ti posso raccontare di quando un vescovo del Missouri, chiamato a testimoniare in un caso, ha ammesso di «non sapere se sia illegale o meno, per un sacerdote, avere rapporti sessuali con un minore». In realtà per qualsiasi adulto è illegale avere rapporti sessuali con un minore, ma questo vescovo non avendo avuto una formazione giuridica, non sapeva quale fosse la risposta esatta.

REGINA: Incredibile.

CATHY: E questa situazione non va bene: così com’è importante che i laici siano consapevoli, anche i rappresentanti della Chiesa Cattolica sono tenuti a sapere cosa rappresenti un abuso e fino a che punto il vescovo sia coinvolto o meno. Per esempio, sebbene molte persone siano convinte che il rapporto sessuale tra un maggiore di 18 anni e un minore di 18 anni sia illegale, ogni Stato ha clausole diverse circa la differenza d’età che renda legale un rapporto del genere; mi pare che il massimo della differenza sia cinque anni. Questo fa sì che un ventenne possa tranquillamente avere una storia sessuale con un quindicenne, come avviene purtroppo in molti dei casi.

Le scoperte degli investigatori

REGINA: La Chiesa Cattolica è oggetto di indagini da parte delle polizie di 15 Stati, più la polizia federale: che tipo di reati sono quelli esaminati?

CATHY: Al momento so di molte indagini che riguardano i casi di abusi sessuali, in gran parte a danno dei minorenni. Non di rado ci sono casi in cui a essere stuprati e prostituiti sono gli adulti. In genere gli uomini incontrano più difficoltà ad ammettere di essere stati abusati; perciò è molto importante entrare nell’ordine di idee che sì, anche loro possono essere stuprati o fatti prostituire.

Altri crimini di cui ci occupiamo sono il traffico di droga, il riciclaggio, la malversazione, la tratta di esseri umani e altri crimini commessi dai cittadini statunitensi all’estero.

REGINA: Che genere di crimini?

CATHY: Molti non sanno che per gli statunitensi è illegale viaggiare all’estero e molestare gli abitanti del posto. Se un americano va all’estero e paga una prostituta, sebbene la prostituzione possa essere legale nel Paese in oggetto, lui è comunque colpevole secondo la giustizia statunitense.

REGINA: Si è parlato di gruppi di sacerdoti che si sono recati in Messico per il turismo sessuale; per caso le indagini si stanno occupando anche di questi episodi?

CATHY: Noi ci occupiamo del comportamento presente e passato tenuto da qualsiasi viaggiatore sospetto, oltre che dei progetti futuri. Questo ci permette di ottenere preziose informazioni, tra cui il luogo del reato, o eventuali altri tipi di crimine in cui lui possa essere coinvolto. 

REGINA: Alcuni preti stranieri hanno espresso il timore di poter essere presi di mira da vescovi privi di scrupoli: c’è rischio che fuggano? Quanto ai sacerdoti statunitensi, esiste la possibilità che i loro passaporti vengano revocati?

CATHY: Chiunque abbia un passaporto può fuggire da un momento all’altro. I preti stranieri corrono il rischio di essere presi di mira non solo da vescovi, ma anche da preti privi di scrupoli. Nessun colpevole vuol andare in carcere e farà di tutto pur di non andarci. In alcuni casi i passaporti sono stati revocati così come è stato vietato di viaggiare all’infuori dei confini del proprio Stato di residenza. In altri casi, è stato impedito il trasferimento di preti colpevoli in un’altra diocesi.

REGINA: Cosa dovrebbe fare un prete che è stato preso di mira da un prelato privo di scrupoli?

CATHY: Il mio consiglio è questo: se essi sono consapevoli che il prelato che gli si sta approcciando sia coinvolto in attività illegali, farebbero bene a contattare gli agenti. Sorge comunque un dilemma nel momento in cui anche il criminale sappia che il prete è al corrente delle sue attività illecite. Un altro dilemma si ha nel caso in cui l’attività illecita sia stata rivelata durante una confessione, e smascherare il criminale comporta la rottura del segreto confessionale da parte del sacerdote.

Le reti dei preti carnefici

REGINA: È vero che i molestatori formano delle reti? A cosa gli servono?

CATHY: Verissimo: in questo modo possono scambiarsi informazioni circa i luoghi in cui possono trovare delle vittime senza essere scoperti. Oppure, possono gestire la tratta degli esseri umani, chiedendo dove trovare prostitute e vittime consenzienti a questa o a quella pratica sessuale.

REGINA: Delle volte scendono pure nei dettagli.

CATHY: Certo. Le reti permettono ai molestatori di comunicare in modo sicuro, senza rischi di essere scoperti e denunciati. Per di più, sapendo che esistono altre persone che si comportano come loro, avranno meno recriminazioni in quanto penseranno che il loro comportamento sia “normale”. Trascorrere una serata in una città vicina dove c’è un bar ben frequentato dai giovani è più gratificante se lo si fa insieme ad altri tre molestatori.

REGINA: Le reti comportano altri rischi?

CATHY: Esatto. Incentivano il numero di reati, per esempio tramite esse si può cominciare a spacciare droga nonostante si sia entrati a farne parte per altri motivi.

REGINA: E così si guadagna denaro.

CATHY: Purtroppo, le reti li possono anche aiutare a capire quali siano le linee d’azione delle indagini, e ad agire di conseguenza. È difficile che un parroco di campagna sappia di preciso se il ragazzo che sta per molestare è un agente sotto copertura, ma magari il parroco del paese accanto sa dirglielo più di preciso.

Le conseguenze sulle vittime designate

REGINA: C’è un prototipo di vittime?

CATHY: Stando alle nostre indagini, in molti casi le vittime hanno avuto i genitori pressoché assenti durante l’infanzia o l’adolescenza (nell’80% di questi casi, la vittima è un uomo); di solito ad essere assente è la figura paterna, soprattutto nei casi in cui la vittima è un maschio. Sono quei bambini che i genitori parcheggiavano regolarmente all’oratorio, o comunque in parrocchia, per poi infischiarsene della loro educazione, «tanto sarebbe stato con l’amichetto». In altri casi ancora, le future vittime possono essere già state molestate da un parente o amico di famiglia.

Per un’educazione corretta, il bambino necessita della presenza di entrambe le figure genitoriali; questo lo dicono tutti e lo dico anche io. Se un bambino non è abbastanza amato, supportato, educato, cercherà amore, supporto ed educazione fuori dalla sua famiglia; in alcuni casi rischia di finire in una situazione ancor più tragica.

REGINA: Come mai ci vogliono spesso decenni prima che questi casi vengano allo scoperto?

CATHY: Per vari motivi, dipende da situazione a situazione. In genere le vittime sono ricattate; il molestatore dice loro che se dovessero far parola degli abusi, gli verrà fatto del male (ad essi stessi, ai loro amici o ai loro parenti): in questo modo il molestatore riesce a continuare indisturbato la sua opera.

REGINA: Oh…

CATHY: Infatti, in questo modo le vittime vedranno l’abuso come qualcosa che hanno scelto per «proteggere essi stessi o i propri cari»: si convincono che se lo dovessero dire in giro, verrebbero uccisi e il molestatore comincerebbe a focalizzarsi sui suoi fratelli o amici. In realtà il rischio che il molestatore cominci a fare veramente del male ai parenti di una vittima non sussiste: è solo una scusa per far tacere la vittima senza usare la forza bruta. Dall’altro lato, non è raro che un molestatore insidi più di una vittima per volta.

REGINA: Più di una vittima per volta?

CATHY: Proprio così. Un altro motivo per cui le molestie non sono denunciate con tempestività è la vergogna che le vittime hanno per ciò che è successo loro, indipendentemente dalla loro età. 

REGINA: Capisco.

CATHY: Infine – e questo succede nei casi in cui si è cercato di denunciare i casi di abuso – c’è la credenza, erronea, che alcune categorie di persone siano automaticamente innocenti: preti, ministri, dottori, infermieri, investigatori, vigili del fuoco…

REGINA: Okay…

CATHY: Per cui in questi casi in cui il molestatore è un prete, le vittime credono che la colpa sia la loro; non di rado se trovano il coraggio di denunciare, gli viene detto che l’abuso se lo sono inventato loro. Tipico caso di “manipolazione”. La vittima non è giovanissima? «L’ha voluto lui.». Per di più se il prete-molestatore gode di una buona reputazione in diocesi e in parrocchia, la vittima avrà ancor più difficoltà ad ammettere che questo prete sia colpevole.

REGINA: In che modo le molestie possono rovinare la vita alle vittime?

CATHY: Per cominciare, di solito le vittime sono destinate ad avere difficoltà nelle relazioni interpersonali: tenderanno ad isolarsi dai parenti e dagli amici. Non di rado, svilupperanno problemi psicologici (depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo opposizionale, etc.), o dipendenze dalle droghe o dall’alcol. In particolare, le dipendenze possono comparire già durante il periodo delle molestie, come forma di “fuga” dalla dura realtà. Certo, le vittime non smetteranno subito di andare alla Messa, anche per propria volontà, ma la loro Fede ne risentirà, diminuendo o addirittura scomparendo.

Le vittime spesso diventano irascibili e abusive verso i propri cari, non tanto come forma di attacco quanto come una reazione psicologica. Il suicidio è abbastanza comune, soprattutto tra le vittime di sesso maschile.

La soffiata su Mc Carrick

REGINA: Cosa ne pensano gli agenti della carriera di Mc Carrick? Come hanno fatto a ricevere la soffiata?

CATHY: La sfolgorante carriera di Mc Carrick ci ha fatto capire chiaramente che c’era un problema di base: troppe persone avevano informazioni di prima mano circa ciò che stava accadendo, ma hanno chiuso un occhio.

REGINA: Terribile.

CATHY: Il suo è uno dei casi di complicità negli abusi: gli altri avrebbero potuto fare qualcosa per aiutare le vittime, ma non hanno fatto nulla: non solo Mc Carrick è stato coperto, ma gli sono pure state indicate delle possibili vittime e dei luoghi in cui lui avrebbe potuto abusarne durante i suoi spostamenti.

REGINA: È orribile! Che rabbia!

CATHY: Sono d’accordo con lei, è impossibile non indignarsi viste anche le ricompense che Mc Carrick ha ricevuto, e che ci fanno capire che probabilmente altre personalità della Chiesa hanno e continuano ad avere un ruolo nei vari reati da lui commessi – tra cui anche la malversazione, il riciclaggio e il traffico illecito.

REGINA: Qual è l’opinione degli agenti?

CATHY: Visto quello che è successo, e vista la storia personale di altri preti criminali, è evidente che la Chiesa non ha esitato di spostare i preti di Stato in Stato, se non addirittura di Paese in Paese, per proteggerli e proteggere l’immagine della Chiesa. Il “caso Mc Carrick” ci fa capire che la Chiesa per questa gente è una copertura, abbiamo visto che c’è bisogno di un’indagine a livello federale.

In molti casi è stata la diocesi a insabbiare il tutto, al punto che casi che avevano un certo credito non sono mai stati approfonditi con le indagini.

Canoniche come centri di spaccio

REGINA: Si è parlato di come le indagini stanno cercando di far venire alla luce le reti tra criminali; di che genere di reti si tratta?

CATHY: Noi stiamo mappando le reti tra criminali, che siano singoli o organizzati in associazioni a delinquere. Le connessioni tra di essi possono essere finalizzate al traffico di stupefacenti o di esseri umani, alla prostituzione o al riciclaggio.

REGINA: Che genere di stupefacenti?

CATHY: Cocaina, Metanfetamina, oppioidi, Ecstasy, Flunitrazepam, Roipnolo, Temazepam o GHB. Le ultime quattro droghe sono le cosiddette “droghe da stupro”, con una forte componente di benzodiazepine. La vittima soffre di una sorta di amnesia, o coma che dura dalle due alle otto ore. Va detto che l’uso delle Metanfetamine sta conoscendo un periodo di rinascita, dopo anni di declino; non di rado si usano insieme agli oppioidi, in particolar modo il Fetanyl. Quest’ultimo può essere letale anche in piccole dosi. Per capire, può bastare una dose di Fetanyl equivalente a due granelli di sale grosso per uccidere un adulto.

REGINA: Quali sono gli indizi che ci permettono di capire immediatamente se una persona ha assunto queste droghe (Cocaina, Metanfetamina, oppioidi, Ecstasy, Flunitrazepam, Roipnolo, Temazepam o GHB)?

CATHY: Innanzitutto una rapida perdita di peso, o un cambiamento radicale nel comportamento; ad esempio una persona che normalmente è amichevole ed estroversa di punto in bianco diventa chiusa e scontrosa. Alcune persone che hanno assunto droghe diventano improvvisamente irascibili, o sviluppano fobie per cose come insetti o parassiti; non è raro che il loro atteggiamento diventi stereotipato, con gesti ripetuti come toccarsi il naso o la bocca. Un altro segnale può essere lo sviluppo di sfoghi cutanei da parte di qualcuno che ha sempre avuto una pelle normale, o un’alterazione del colore dei denti (che diventano giallastri). Ancora, un’improvvisa perdita di appetito senza altre cause particolari.

La cocaina causa sintomi simili a un colpo di freddo; la metanfetamina causa non solo cicatrici simili a quelle dell’acne, ma anche una forte sensazione di sete. Gli oppioidi portano a perdere peso e ad avere un atteggiamento imprevedibile e irascibile, con passaggi repentini dall’estrema stanchezza all’iperattività.

REGINA: C’è in particolare qualche comportamento immediatamente sospetto?

CATHY: Mi focalizzerei sulle persone che hanno improvvise variazioni di personalità, come nel caso di Dottor Jekyll e Mr. Hyde.

REGINA: E per quanto riguarda i preti?

CATHY: Se io temessi che il mio sacerdote sia coinvolto in casi di abuso, la prima cosa su cui darei un’occhiata sono le persone che gravitano intorno alla parrocchia pur non avendoci nulla in comune. Adolescenti che appartengono ad un’altra parrocchia e non sono coinvolti nelle attività interparrocchiali, nel caso dei giovani. Molti molestatori vanno a cercare un tipo ben preciso di vittima, non necessariamente con l’età come discriminante. Ci sarebbe dunque da insospettirsi alla vista di una serie di uomini biondi con gli occhi azzurri, o uomini castani molto alti e robusti, tutti intorno alla stessa parrocchia.

REGINA: Non avrei mai potuto immaginare!

CATHY: Un altro campanello d’allarme è la presenza di un gruppo molto grande di perfetti sconosciuti che appaiono all’improvviso e stanno lì solo per pochi minuti. Oppure, il fatto che un sacerdote sia irrintracciabile in caso di incombenze che capitano di sera, o di notte.

Denunce e beni congelati: la situazione dei dipendenti degli enti ecclesiastici

REGINA: Nel momento in cui le indagini dovessero ricostruire un quadro soddisfacente dei crimini commessi dalla Chiesa, è possibile che i beni ecclesiastici vengano congelati?

CATHY: Non solo è possibilissimo, ma è quasi certo uno scenario del genere. Non è da escludere che i beni materiali della Chiesa possano essere confiscati.

REGINA: Quali possono essere le conseguenze per dipendenti degli enti ecclesiastici?

CATHY: Se ciò dovesse succedere purtroppo loro rischiano di vedere i propri stipendi bloccati. In parole povere, le parrocchie potrebbero non riuscire più a pagare i debiti.

REGINA: Se i dipendenti delle diocesi o di qualsiasi altro genere di organizzazione cattolica dovessero sospettare, o essere a conoscenza, di comportamenti illeciti da parte dell’ente per cui lavorano, cosa dovrebbero fare?

CATHY: Se un dipendente è a conoscenza, o sospetta, un’attività criminale da parte di qualsiasi sacerdote o qualsiasi suo collega, dovrebbe denunciare la situazione all’FBI immediatamente.

REGINA: Addirittura? Non è troppo drastico?

CATHY: Tutti devono capire che le indagini ormai vedono la Chiesa Cattolica degli USA come un’associazione a delinquere. Non solo le diocesi, ma qualsiasi tipo di organizzazione che faccia capo alla Chiesa Cattolica statunitense è da considerarsi sotto indagine; ciò è necessario per porre fine a qualsiasi attività criminale da parte della Chiesa. 

REGINA: Ma se dovessero appurare che la Chiesa non è solo un’associazione a delinquere?

CATHY: È comunque importante che i comportamenti sospetti siano riportati agli agenti, perché molti criminali sono maghi dell’insabbiamento. La maggior parte della gente non può sapere quali siano gli elementi che gli agenti hanno già in mano, né se le indagini stiano già esaminando le attività criminali in una precisa zona; l’informazione che ha un individuo qualunque può diventare la prova regina capace di porre fine ad anni e anni di abusi da parte di membri in seno alla Chiesa.

REGINA Quindi il diritto di dire cosa sia illegale o no spetta all’FBI, giusto?

CATHY: Esattamente. La gente non deve per nessuna ragione provare a farsi giustizia da sola nei confronti di chiunque sia coinvolto nelle attività criminali: è molto pericoloso e noi dobbiamo salvaguardare la sicurezza di tutti. È quindi più saggio collaborare con chi è preposto alle indagini.

REGINA: È corretto dire che la mancata segnalazione di attività illecite da parte dei dipendenti degli enti ecclesiastici è passibile di denuncia?

CATHY: Se un dipendente è al corrente di un’attività illecita e non la riporta, si rende egli stesso colpevole di favoreggiamento. Se egli, pur essendo in buona fede, ha preso parte al reato, può essere comunque incolpato.

REGINA: Una spada di Damocle.

CATHY: È comunque vero che le indagini sono finalizzate a scovare in primis coloro che sono consapevoli e compiono il reato in cattiva fede. Un altro motivo per cui è importante contattare l’FBI, se si è a conoscenza di informazioni scottanti.

REGINA: In che modo si può testimoniare?

CATHY: L’FBI ha istituito un’apposita linea telefonica, sebbene abbia il punto debole di non fornire un contatto immediato con gli agenti; in alcuni casi ci vogliono settimane, in altri casi il contatto non c’è proprio. Ricorda la sparatoria del liceo Parkland lo scorso febbraio? C’erano state svariate segnalazioni di comportamenti sospetti da parte dell’assassino prima che compisse la strage; tutte rimaste ignorate prima che succedesse la tragedia.[2]

REGINA: Cosa bisogna fare se si dovesse venire a sapere che un sacerdote accusato di abusi è stato trasferito altrove, magari addirittura all’estero?

CATHY: Se si venisse a sapere che un prete molestatore è stato trasferito in un’altra diocesi, o all’estero, sarebbe importante sporgere subito una denuncia agli agenti. I molestatori non smetteranno fino a quando non saranno fisicamente impossibilitati a molestare, e in genere questo avviene quando vengono arrestati e messi in carcere.

[1] Nome di fantasia: l’intervistata ha chiesto di restare anonima allo scopo di proteggere il lavoro degli investigatori.

[2] N.d.R.: L’FBI ha stazioni nelle città più importanti degli USA, consultabili a questo LINK

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