MATRIMONI

MATRIMONI

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Fu una bella cena di gruppo. Nel mio gruppo, tutte noi che non siamo sposate siamo laureate alla stessa facoltà dell’Accademia “Nostra Signora del Buon Consiglio”. Tutti i nostri fidanzati sono ragazzi di successo, e la maggior parte di noi ha un impiego molto soddisfacente e redditizio. Una sola di noi sta ancora seguendo i corsi.

Kieran e Becky costituivano la coppia più modaiola. Lei è una direttrice artistica, e lui un giovane dottore alto e dalla carnagione scura, con una barbetta incolta e dei profondi occhi verdi. Il loro appartamento era arredato nel dettaglio in occasione delle vacanze natalizie. Il cibo era superlativo, pur essendo gluten-free.

Si prospettava una serata fantastica, prima che cominciassero i problemi.

Il fidanzato di Melissa era parecchio più grande di lei: aveva quarantacinque anni ed era stato il suo professore di diritto nel corso del primo anno a Torts.

Ora, io non voglio essere severa: penso che la gente abbia il diritto di fare ciò che vuole. Ma Tom cominciò a fare commenti su come tutti i nostri matrimoni sarebbero stati “l’ennesimo capriccio di queste bambine viziate”.

Tom è acido di natura: è divorziato e a corto di soldi per via del fatto che deve pagare gli alimenti alla sua ex moglie e a suo figlio. Tuttavia questa non è una scusa valida al suo comportamento.

“E cosa hai in mente di fare?” ridacchiò Kieran  “Se una ragazza volesse un matrimonio, avrebbe il pieno diritto di averlo, no?”

La rossa Becky guardò storto Kieran. Sapevo che lei voleva sposarsi, anche se non aveva mai trovato il coraggio di chiedere al suo fidanzato di sposarlo. Ed aveva già trent’anni.

Melissa, che era al terzo anno di Giurisprudenza, protestò.

“Perché dovrei volere il matrimonio?” chiese, sorridendo a Tom  “Sai quanto guadagnano gli avvocati divorzisti? Quelli dei miei genitori guadagnano 500$[1] all’ora. Talmente tanto che i miei genitori hanno dovuto dar fondo ai dollari che avevo risparmiato durante il college!”

Tom rise.

“Questo è perché sei intelligente tanto quanto sei carina” disse con aria di approvazione, abbracciandola. Melissa scansò i suoi lunghi capelli neri, bevve una sorsata di vino bianco e ricambiò il sorriso.

In quel momento stavo solo pensando che Melissa aveva confidato a me e Becky che aveva in mente di smettere di assumere la pillola di modo da poter restare incinta. Ma prima che formulassi un qualcosa da dire, intervenne Meghan.

“Hey, ragazzi” disse, catturando in un momento l’attenzione di tutti. Nella sua voce c’era una nota di disapprovazione. Meghan è partner di uno studio legale di Washington, ed è moglie di Spencer, fotografo freelance.  “Non approfondiamo troppo. A me piace essere sposata.”

Meghan è quella che mia nonna avrebbe definito “invadente”. Molti di noi avrebbero volentieri fatto a meno di controbattere; ma Tom non la pensò così.

“Meghan, quindi se mai dovessi divorziare, pagheresti l’avvocato a Spence?” chiese con aria provocatoria.

Ammutolimmo prima che gli uomini, eccezion fatta per Spence, scoppiassero a ridere. Notando lo sguardo furioso di Meghan, cercai di dirottare la conversazione su altri argomenti.

“Uh, Tom, forse non volevi provocarla così” dissi con quello che ritenevo essere un tono amichevole. Ma Meghan mi interruppe.

“Tom, non credi che la tua personale esperienza ti stia portando ad avere una percezione sbagliata riguardo le nostre idee sul matrimonio?” sbottò, con un tono secco.

Tom abbassò lo sguardo.

“Oh, per favore” disse, arrossendo  “Il matrimonio è solo un mezzo tramite il quale gli avvocati divorzisti riescono a guadagnarsi una fortuna.”

“Ma non è colpa degli avvocati se molti divorziano.” Becky intervenne in difesa di Meghan.

Fu come gettare benzina sul fuoco. Sapevamo tutti che Tom aveva lasciato sua moglie, grassa e noiosa, per la graziosa Melissa.

“Non è questo il punto” scattò Tom, ma prima che potesse spiegarsi meglio Meghan lo aggredì.

“Il matrimonio è un diritto” annunciò  “Cosa ne pensi del matrimonio omosessuale? Che è un diritto civile!”

Tom ridacchiò amaramente.

“Dai, Meghan” disse, agitando la mano  “Il matrimonio gay dopotutto costituirebbe un’ulteriore risorsa per gli avvocati divorzisti. Sarebbe una benedizione per noi professionisti.”

Questo era troppo.

“Non voglio stare qui a sentire le tue sciocchezze” disse, prima di girare sui suoi (costosi!) tacchi e dirigersi verso la cucina. Becky guardò male Tom, e poi seguì Meghan.

Spence si grattò la testa calva con aria pensierosa.

“Cos’hai fatto” disse con aria triste. Non solo Meghan è un asso nelle discussioni infuocate, ma oltretutto è pure un’organizzatrice nata, al punto da riuscire a incastrare perfettamente gli orari di entrambi in modo che ognuno dei due possa prendersi cura dei due figli.

“Cos’è il matrimonio?” declamò Kieran con aria ieratica. Aveva bevuto più vino di tutti.  “Un contratto. Due persone firmano un pezzo di carta e dichiarano che staranno insieme, pagheranno insieme le tasse e alleveranno i figli. È un contratto.”

“Proprio così” annuì Tom  “E proprio perché è un contratto, il matrimonio può essere annullato facendo guadagnare gli avvocati.”

“Okay, okay” disse Spence, esausto  “Hai ragione tu.”

Seguì un silenzio imbarazzato.

“Tom” disse Becky, tornando dalla cucina con un’altra bottiglia di vino  “Per me il matrimonio non è solo un contratto.”

“Ah sì?” rispose Tom, sarcastico  “E cosa sarebbe quindi?”

“È l’elemento che permette ad una famiglia di crearsi dal nulla” declamò Becky. Conosco la famiglia di Becky, e so che sono tutti cattolici praticanti, membri di un movimento che non ricordo. Come tali non furono tanto contenti quando Becky decise di andare a vivere con Kieran, circa un anno prima.

“Ma per favore” disse Tom, alzando gli occhi al cielo  “Romanticismo spicciolo. Le donne vedono il matrimonio in maniera diversa rispetto agli uomini. Noi vediamo il lato più concreto: per noi significa che per il resto della vita lavoreremo per mantenere una che ci schiavizzerà.”

“Oppure potresti dire che consiste in una donna che rinuncia alla carriera per stare a casa e badare ai capricci di qualcuno, solo per farsi lasciare quando avrà quarant’anni” ribadì Meghan, irata. Era tornata nel soggiorno seguendo Becky.

“Si potrebbe anche dire che il matrimonio comporti diverse cose” intervenì, da un angolo del soggiorno, Patrick, il mio fidanzato.

Ci eravamo incontrati un mese prima al concerto dei nostri cori presso la parrocchia cattolica di Arlington, in Virginia. Il mio psicologo mi aveva detto che cantando sarei riuscita a superare la delusione amorosa avuta quando il mio fidanzato dei tempi del college mi aveva lasciato, dopo otto anni. La parrocchia aveva un coro Gregoriano che mi allettava da sempre.

Patrick è un ragazzo simpatico. È un po’nerd, come lo sono molti studiosi di scienze politiche. Mi piaceva. Era attento, educato e in qualche modo anche carino. Inizialmente non mi aveva molto colpito. Ma aveva cominciato subito ad inviarmi SMS e a telefonarmi spesso.

“A rigor di logica, il matrimonio è regolamentato dalla cultura” spiegò Patrick  “Saudita. Mormone. Cinese. Ognuna di queste culture ha una propria definizione di matrimonio. State solo discutendo di quello che noi definiamo matrimonio, perché nelle nostre culture occidentali si sta perdendo il concetto di “noi”.”

“Il matrimonio”  scandì Meghan con un sorriso beffardo  “è qualsiasi cosa che la legge definisce tale.”

Tutti guardammo Tom in attesa della sua reazione.

“Perché, cos’altro dovrebbe essere?” scrollò le spalle con diffidenza  “Non so dove tu voglia arrivare, Patrick.”

“Il nostro dibattito è un chiaro sintomo della enorme crisi della nostra cultura” disse Patrick  “Che tu ne sia consapevole o meno, fu la Chiesa Cattolica a regolamentare il matrimonio cristiano dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente. E queste regole sono state valide per molto tempo. Hanno gettato la basi di quella che noi consideriamo “civilizzazione”. Queste regole, che riguardano anche il divorzio, seppur sia da considerarsi un qualcosa di eccezionale, sono rimaste invariate anche con la Riforma Protestante. Hanno cominciato a cambiare solo nel corso degli ultimi decenni….”

“Quindi vuoi arrivare a dire che la fine è vicina, sbaglio?”  lo interruppe Tom, sarcastico  “Sei un mistico?”

Ridemmo tutti, e questo aiutò a stemperare la tensione. Patrick scrollò le spalle.

“Non proprio”  disse, per nulla offeso “Sono cose troppo grandi per me.”

“Quindi, cosa intendevi dire, Patrick?” chiese Becky, avvicinandosi a Patrick.

“Dice che secondo lui le donne sono schiave dell’uomo come nella cultura saudita” rispose Meghan, sarcastica.

“Bene!” gridò Kieran, facendo ridere tutti.

“Dico” proseguì Patrick, imperturbabile  “Che secondo me stiamo andando verso un periodo in cui il matrimonio si piegherà ai nostri desideri. Non penso che il sistema attuale voglia mantenere la concezione attuale del matrimonio.”

“Una benedizione per gli avvocati!” gridò Tom, estasiato  “Meghan, ti immagini? Processi con tre, quattro, cinque o sei parti in causa. E un avvocato per ciascun bambino!”

Meghan alzò gli occhi al cielo.

“È probabile” ribatté Patrick, indifferente  “Ma è simile a quello che accadrebbe se molti non si scomodassero a sposarsi. Troppo caro e stressante, e così il matrimonio sta diventando un lusso per ricchi.”

Udendolo, Melissa scosse la testa.

“Non ho bisogno di un pezzo di carta per stare tranquilla!”  annunciò  “Io mi faccio i fatti miei. Se qualcuno vuol troncare una relazione, che lo faccia. Non mi importa del pezzo di carta! Ha ragione Tom, è un contratto, e i contratti sono fatti per essere annullati.”

“È per questo che ti amo” disse Tom, affascinato  “Sei così intelligente.”

“Patrick, quindi tu pensi che il matrimonio sia in crisi?”  insistette Becky.

“Per molti lo è” rispose Patrick  “Non per i cattolici, ovviamente.”

“Perché lo pensi?” volle sapere Meghan. Lei e Spence si erano sposati con una festa sfarzosissima in una spiaggia della Giamaica. La cerimonia era stata officiata dal cappellano interreligioso dell’hotel, dopo che Meghan aveva saputo che il parroco cattolico locale non avrebbe celebrato il rito senza i certificati religiosi. “Non c’è tempo per queste sciocchezze” aveva sentenziato Meghan. Nel mentre Spence, che non era cattolico, si era concesso un safari fotografico, per cui non era presente.

“Perché la Chiesa resta invariata senza adattarsi al contesto. Per i cattolici il matrimonio è sempre un sacramento” rispose Patrick, pacato  “Era così al crollo dell’Impero Romano d’Occidente, e lo è anche oggi.”

“Sciocchezze” intervenne Tom.

“Per te lo sono” disse Patrick, tranquillo. Trattenni il respiro, mentre mi chiedevo se Tom si fosse accorto che Patrick lo stava rimproverando. Ma l’alcol aveva fatto il suo lavoro, e il professore di diritto era troppo su di giri per offendersi. Melissa sembrava seccata, ma non disse niente.

“Non puoi annullare un sacramento” disse Patrick  “Per esempio non puoi annullare un Battesimo: una volta che l’hai ricevuto, l’hai ricevuto.”

“Ma per favore!” sbuffò Meghan con aria di superiorità  “La Chiesa consente sempre l’annullamento!”

“Hai frequentato una scuola cattolica, come tutti noi” disse Becky  “Non puoi dire di non sapere cosa sia un annullamento. Fa sì che il sacramento non sia mai avvenuto, perché non sono più valide le condizioni vigenti al momento del matrimonio.”

A questo punto, Kieran si alzò.

“Che razza di condizioni sono?” disse sogghignando  “Voglio essere informato, in caso ne dovessi avere bisogno in future.”

“Entrambi gli sposi devono essere completamente consapevoli di quello che stanno facendo, farlo di propria spontanea volontà e senza inganni o coercizioni” dichiarò Becky.

“Whew!” sospirò Kieran  “Quindi un uomo non è costretto a sposarsi?”

Spence e Tom risero, mentre Meghan e Melissa sorrisero.

“Non ne sarei sicuro”  annunciò Tom, causando l’ilarità generale  “Puoi trovarti a percorrere la navata senza sapere come hai fatto a finire lì….”

Nel mentre, io continuavo a fissare Becky e Patrick. Il volto di Becky traspariva la sua emozione, mentre Patrick sembrava più pensieroso.

Nel mentre la discussione finì tra il sollievo generale. Il resto della serata fu caratterizzato da un clima amichevole, anche se Becky sembrava distante. Nel momento in cui io e Patrick infilammo i rispettivi cappotti per uscire, mi accorsi che pure lei aveva il cappotto.

“Vi accompagno alla macchina” disse  “Voglio prendere una boccata d’aria.”

Lanciò uno sguardo a Kieran, che sembrava impegnato a finire il vino insieme a Melissa e Tom. Meghan e Spence se n’erano già freddamente andati.

Fuori, era molto freddo, essendo gennaio. Il nostro respiro si condensava, mentre camminavamo lungo il marciapiede di Capitol Hill. Patrick mi prese per mano. La sua mano era solida, asciutta e rassicurante. Nel momento in cui Becky chiuse la porta dietro di noi, ci guardammo negli occhi per qualche istante, estraniandoci dall’ambiente circostante.

“Esco” disse improvvisamente Becky.

Io e Patrick ci fermammo, increduli, e ci voltammo a fissarla. Aveva il naso rosso e il viso pallido. I suoi occhi erano gonfi di lacrime.

“M-mi sbagliavo” disse  “O-ora ho capito.”

Era venuto tutto fuori repentinamente. Kieran non stava prendendo sul serio la loro relazione, anche se lei pensava che andando a vivere insieme lui sarebbe migliorato. E ora aveva realizzato di aver sprecato tempo, e si sentiva morire.

“Penserà che sia uno stratagemma” dissi, riluttante  “Penserà che sia un trucco che tu utilizzi per sposartelo.”

Becky annuì.

“Ne sono consapevole” disse, asciugandosi le lacrime  “Ma non è così. Stasera ho aperto gli occhi, e ho realizzato che non capisce niente di matrimoni!”

“Beh in realtà”  mi trovai a dire  “Nessuno di loro ne sa molto. Meghan pensa sia questione di leggi. Tom pensa che sia questione di soldi. Nessuno di loro realizza che in realtà è fondamentalmente un Sacramento.”

“Sì”  disse Patrick  “Melissa, povera lei, prima o poi avrà una dura delusione. Secondo me lei non sa cosa dice. Lei vuole una sua famiglia.”

Io e Becky ci guardammo, spiazzate.

“Come lo sai questo?”

Patrick scosse la testa:  “Beh, lei è una donna, ed è pronta. Ma se restasse incinta, Tom non vorrebbe il bambino. Ha già abbastanza bocche da sfamare.”

“Tom è uno sfigato”  disse Becky.

“Tom è avvolto nel dolore, e non può fare altro che portare dolore ovunque.” disse Patrick.

Ci guardammo.

“Dove andrai adesso?” chiese Patrick, rivolto a Becky.

“N-non lo so” disse, disperata  “So solo che voglio troncare questa relazione. Kieran non sa cosa sia un vero matrimonio. Non è “pronto”, qualsiasi cosa voglia dire. E non voglio costringerlo a fare niente. Non voglio sprecare tempo. So cosa voglio. Voglio un matrimonio cattolico e sacramentale!”

“Puoi venire a vivere da me”  mi trovai a dire, sorridendo. Il mio appartamento aveva una stanza per gli ospiti, che in origine era la stanza in cui dormivo insieme al mio ex fidanzato, prima che lui mi lasciasse.

Sapevo che non ci avrei più dormito prima del matrimonio, dal momento che Patrick non avrebbe mai accettato di trasferirsi da me, per cui la stanza era libera per Becky.

[1] L’equivalente di 439 €.

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