MOGLIE IN PROVA

MOGLIE IN PROVA

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Dopo quindici anni di matrimonio, si stavano separando. Ed era Natale.

Mi trovo nella vasta camera di una delle casette McMansion e sto ammirando il bell’arredamento costoso. Il lussuosissimo bagno, interamente ricoperto in marmo. I tappeti, selezionati con attenzione affinché si abbinassero perfettamente con le tende, e non creassero un effetto troppo vivace, ma elegante, sobrio e rispettabile.

Il posto perfetto in cui possa soggiornare un ricco uomo d’affari di Saint Louis. Lui sostiene di aver guadagnato ogni singolo penny con cui aveva pagato la costruzione della casa.

Mentre Drew continuerà a vivere qui, mia sorella al contrario è in procinto di trasferirsi altrove.

Aveva diciannove anni quando aveva cominciato a lavorare come segretaria di Drew, che aveva cinque anni più di lei e all’epoca operava in un mercato in via di espansione. L’anno successivo i due si trasferirono nella casa e stabilirono la loro attività, che ebbe molto successo.

Megan è molto carina: è snella, bionda e dolce. Ha preso da mia madre. Al contrario io sembro aver ripreso da nostro padre: ho i capelli scuri, sono pienotta e laboriosa. Nostra madre provò ad avvertirla dei rischi che avrebbe corso convivendo con un ragazzo, ma Megan non l’ascoltò.

A dire la verità, noi ne ridevamo tra di noi, quando nostra madre non poteva vederci. In realtà erano risate amare: dopotutto, i nostri genitori avevano divorziato quando eravamo piccole, per cui nessuno di loro aveva il pieno diritto di dettar legge in termini di scelte di vita.

Infatti, nostro padre non disse una parola in proposito.

Mi posiziono dietro la finestra, ad osservare il SUV Volvo che Megan ha parcheggiato fuori. Splendente sotto il sole invernale, il SUV era stato il regalo di consolazione di Megan per il suo “non-divorzio”.

Mia sorella, che di solito è molto accomodante, si è eccezionalmente fatta rispettare.

“No” gli ha detto  “Non finché non lascerò questa casa.”

“Ma ci credi che hanno in mente di trasformare il mio guardaroba nella stanza del bambino?”  protesta Megan. Io la osservo dalla porta dell’elegante studio. La fioca luce invernale illumina debolmente il morbido tappeto, costellato di scarpe d’alta moda.

Sinceramente, io stessa mi trovo spersa in un mare d’emozioni. Sono arrabbiata con Drew per la sua insensibilità, ma provo anche pena per l’indifesa Megan. Infine, sono indignata per come è andata a finire.

E forse sto provando qualcos’altro di ancora più spiacevole.

Alla guida della sua Volvo, Megan ha detto qualcosa che non è tipico delle sorelle maggiori.

“Non pensi che questo succederà mai a te, vero?”  ha detto, imboccando la strada del condominio in cui abito.

Questa frase mi ha riportato con i piedi per terra. Essendo molto previdente, mi sono laureata in Scienze delle Finanze e quindi, a ventinove anni, ho un lavoro fisso e una relazione stabile con Brendan, al punto che stiamo considerando l’idea di cominciare a vivere insieme. Ovviamente questo non è il momento migliore per farlo sapere a Megan.  

“Lo sai, ero una “moglie in prova”  ha proseguito, mentre l’auto scivolava lungo le strade colme di luminarie natalizie  “Drew è attaccato al passato, e non era certo che sarebbe mai riuscito a cavarsela con moglie e figli, per cui io le rimanevo comoda per provare e vedere se ce l’avrebbe fatta.”

“E adesso si è convinto che ci riuscirà”  replico con malizia. Ho sempre odiato i bambinoni di buona famiglia. Brendan non è così: lui è un ragazzo autonomo. Lavora di notte in un ufficio open space da cui assiste i cinquantenni e li aiuta a vincere la loro lotta quotidiana contro la tecnologia.

“Lo so” rispondo cercando di farla ragionare  “e so che la situazione ti sconvolge.”

No” risponde seccamente Megan  “e sappi che la cosa ti riguarda!  Non provare a dirmi che non stai pensando di cominciare a convivere con Brendan.”

“Brendan è diverso”  taglio corto. La conversazione sta volgendo contro di me.

“Lo pensi?”

“Lo so.”

“Sbagliato, non lo sai.”

“Tu pensa ai fatti tuoi.”

Sento il suo respiro pesante, e in un attimo mi trovo a volermi scusare con lei per quello che ho detto.

“Scusami. Mi dispiace. Solo che adesso non voglio parlare di Brendan.”

Lei si limita a singhiozzare senza aggiungere altro, mentre entriamo nel vialetto delle casette McMansion. Intravedo il portoncino d’ingresso che Megan ha decorato nei periodi di ferie, quando non vuole rassegnarsi all’ozio.

Dopo cinque ore di stress, sto ancora impacchettando i libri della libreria quando mia sorella sbotta.  “Pensi che non riuscirai ad avere una storia con lui se non ti trasferisci a vivere insieme a lui, giusto?”  dice all’improvviso, guardandomi mentre sta trasportando delle lenzuola.

“No” rispondo con fare riflessivo, nonostante io mi accorga che lei ha ragione.

“E pensi di essere migliore di me perché sei andata al college.”

“No!” replico con decisione. Ma Megan non mi sta ascoltando, è troppo lontana. Mi accorgo che ha fatto cadere la biancheria sul parquet. La osservo, ha il viso rosso.

“Certo. Ma il suo guadagno è sufficiente a mantenere te e un eventuale figlio?”

“No, ma questo non me l’aspetto da lui.”

“E così pensi che farai tutto da sola, vero? Resterai incinta quando Brendan comincerà a farsene un’idea. Prenderai gli ormoni. Manderai avanti la gravidanza, darai alla luce il tuo piccolo. Quindi uscirai di casa e manterrai il bambino e probabilmente anche Brendan, ho ragione?”

So che ha ragione, ma non voglio ammetterlo. La fisso con uno sguardo torvo, mentre le lacrime mi rigano il volto.

“Ascolta”  prosegue, con un tono più affettuoso “mi rendo conto che sei spaventata. Sei al punto cruciale della tua storia con Brendan, giusto?”

“S-sì” rispondo, umiliata.

“E pensi di essere pronta a fare il passo successivo, giusto?”

“Anche lui lo pensa” spiego  “anche perché l’idea è la sua. Dice che così potremo risparmiare i soldi e vivere insieme.”

“Ecco. Così non dovrà preoccuparsi se tu guadagnerai di più e se il suo stipendio dovesse dimezzarsi.”

Spiazzata, abbasso lo sguardo. Sono le stesse parole che ha detto Brendan.

“Inoltre sarai tu a fargli il bucato, vero?”  ride beffardamente  “Senti, io non intendo dire che Brendan sia una persona cattiva, dico solo che è un bambinone che non vuole saperne di diventare autonomo.”

“A-anche i suoi genitori sono divorziati”  mugugno.

Megan sbotta a ridere mentre io ammutolisco, scioccata.

“Sembra che i genitori di tutti siano divorziati!” esclama, in un guizzo di cinismo  “Ma questa non è una scusa per non voler crescere.”

Poco tempo dopo, ci troviamo in macchina lungo le vie coperte di neve. Ciascuna casetta McMansion è abbellita dalle luci intermittenti, mentre io mi trovo a riflettere su quante coppie insoddisfatte abitino queste case.

“È carino, vero?” mi chiede, con una malcelata ironia. Ormai sta facendo le valigie e ha impacchettato tutti gli oggetti da lei accumulati in quindici anni di convivenza. Qui sul letto giace una dozzina di borse costose.

Ne prendo una, un autentico gioiellino color écru dal valore di 2.000$[1], e la osservo.

Megan sbuffa: “Quello era il regalo dello scorso Natale. Più o meno quando lui ha cominciato a vedersi con Gabriella!”  Quindi si volta, cercando invano di nascondermi una lacrima che le sta scendendo dall’occhio.

Sospiro.

Gabriella aspetta un bambino. Una cosa sconvolgente quando si hanno ventitré anni e si sta vivendo un rapporto clandestino con il compagno di un’altra. Come Megan, anche Gabriella è una biondina, ma al contrario di mia sorella, che l’ha utilizzata per quindici anni, Gabriella non ha mai fatto uso della pillola contraccettiva.

Per cui, Drew è in procinto di sposare Gabriella in una grande chiesa del posto, il prossimo sabato. La gravidanza ancora non si nota, per cui Gabriella sarà splendida nel suo abito senza maniche: una vera delizia per gli oltre cinquecento invitati. Le foto ricordo verranno scattate su uno sfondo di alberi rigogliosi.

Noi conosciamo i dettagli della cerimonia, perché Drew, nella confusione degli eventi, ha inoltrato per errore un’email di Gabriella a mia sorella, dopo che le aveva già annunciato che avrebbe sposato la sua amante.

Questo errore è inusuale per l’efficiente Drew. Ma la gioia febbrile di questi giorni lo giustifica pienamente. D’altronde stamattina stessa, uscendo di casa, si è distratto per un po’con Megan.

Saresti d’accordo, le ha chiesto, se il vestito nuziale di Gabriella venisse consegnato qui oggi?

“Avevo avuto l’idea di lasciarlo quando avevo la tua età” mi confessa Megan  “ho sempre voluto avere dei bambini, ma lui non ne desiderava.”

“Ora però ha cambiato idea” ho buttato là. Drew sembrava orgoglioso quando era entrato a casa.

Come poteva un uomo aver cambiato idea in modo così repentino? Megan sarebbe stata contenta se lui l’avesse resa madre. Almeno avrebbe avuto qualcosa di concreto al posto di quell’ammasso di oggetti lussuosi.

“Sai” dice Megan  “conosco altre tre donne cui è successa la stessa cosa.”

Tre altre donne abbastanza stupide da farsi abbindolare da un uomo, penso. Come se stesse leggendo i miei pensieri, Megan mi fa un sorriso triste e mi osserva.

Loro non hanno ottenuto nessuna Volvo. Due di loro hanno dovuto pagare di tasca propria l’agenzia dei traslochi. Hanno tutte una trentina d’anni…”

“Ad oggi puoi avere figli fino ai cinquant’anni” le dico con determinazione  “hai ancora tempo.”

Megan mi sorride con tristezza  “Ho trentasei anni. Le possibilità che trovi un uomo desideroso di avere figli per i prossimi due anni sono molto rare…”.

“Guarda che mica hai bisogno di un uomo per restare incinta!” controbatto.

Megan non risponde. Continua a guidare, silenziosamente, per qualche minuto. E quando riprende a parlare, la sua voce è rotta dall’emozione.

Ascoltami. Non ne ho la possibilità. Ho utilizzato la pillola contraccettiva per quindici anni. Mi ci vorranno mesi e mesi di terapie ormonali per restare incinta. Sono una segretaria in cerca disperata di lavoro. Sto tornando a vivere da mia madre, a sua volta divorziata. Sii realistica. Questa situazione fa schifo.”

“Pensi così perché tu e Brendan siete sullo stesso piano e quindi non credi che qualcosa del genere possa succedere a te. Pensi che io sia solo una sciocca biondina che si è fatta usare da un riccone. Pensi che il fatto di aver studiato al college ti sarà d’aiuto. Bene lascia che ti dica qualcosa, sorellina. Il tuo lavoro può sparire, così. E anche il tuo partner può andarsene. E allora saresti nella mia stessa situazione. Una donna di mezza età, sola e senza figli. Senza niente.”

Piangendo, il mascara le è colato impiastricciandole tutto il viso, ma non ci sta facendo caso. Si asciuga gli zigomi con il dorso della mano.

“Pensi di essere superiore, eh? Di essere più sveglia di me?”

Non ho idea di cosa dire. Ovvio che ha ragione. Singhiozzo e le rispondo.

“E allora? Cosa dovrei fare? Aspettare che lui si decida a rivolgermi una proposta di matrimonio? Dopotutto, stiamo insieme da solo un anno…”

“…e se non ti ha ancora chiesto di sposarlo, non lo farà mai, semplicemente perché siete in procinto di andare a vivere insieme! FIDATI DI ME, LO SO!”

Osservo Megan, circondata dai cocci della sua vita andata in frantumi. È vero. Mentre lo penso comincio inconsapevolmente a piangere.

“Cosa cavolo dovrei fare allora?” grido, un urlo che taglia l’aria.

Megan scuote la testa, piangendo.

“Senti, so perfettamente come ti senti. Pensi che la tua storia d’amore sarà diversa e tutto andrà per il verso giusto. Continuerai a prendere la pillola anticoncezionale perché è un gesto responsabile, lavorerai, spererai….

Pensi che la tua storia d’amore sarà diversa e tutto andrà per il verso giusto. Continuerai a prendere la pillola anticoncezionale perché è un gesto responsabile, lavorerai, spererai…

Aspetta, lascia che te lo dica. Non è così, Brendan non è tanto diverso da Drew. Questi si sposano quando sono giunti a un punto in cui sentono di poter gestire una famiglia. Se ci arrivano, a quel punto.” Megan mi osserva con uno sguardo apatico.

“Ma Brendan lavora per vivere!” rispondo, piccata.

Ci troviamo in macchina lungo le vie coperte di neve. Ogni casa è abbellita dalle luci intermittenti, mentre io mi trovo a realizzare quante coppie insoddisfatte abitino queste case.

“Chissà?” sospira Megan.

“Adesso cosa farai?” le chiedo, curiosa.

“Adesso?”  mi fa eco, sospirando  “Torno a vivere dalla mamma. Da dove è partito tutto quando avevo diciannove anni. E vado alla Messa.”

“Ch-chiesa?!” esclamo, meravigliata “P-perché?”

“Ne ho voglia. Ho preso a frequentare la Messa in Latino, in una chiesa del centro città.”

“Nella chiesa di Saint Louis, quella in centro?” So che questo non è normale per mia sorella, che vive nei sobborghi. Avrei scommesso di poter contare sulle dita di una mano tutte le volte in cui lei si sia mai recata in centro.  “Perché proprio lì?”

“Perché è bellissima” sospira  “Ora come ora, ho bisogno di qualcosa di Bello nella mia vita.”

Me lo immaginavo. Capisco come si sia sentita. L’opulenza sfacciata della via piena di centri commerciali in cui ora ci troviamo sembra opprimerci.

“E tu? Perché non vieni con me?” mi propone  “Potremmo presenziare alla Messa di Mezzanotte, la sera della Vigilia di Natale. E che ne dici se ci portassimo pure la mamma?”

Probabilmente ci andrò. E non importa se Brendan non verrà. Io ci andrò comunque.

[1] L’equivalente di 1765,10 €.

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