SATANISMO IN AMERICA

SATANISMO IN AMERICA

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Vi siete mai chiesti come sia la vita di un ragazzo emarginato e immerso in una cultura fortemente secolarizzata e materialista? Ora David ha ventidue anni. È nato e cresciuto in un contesto apparentemente cristiano negli Stati del Sud.

Ma quando era adolescente entrò nell’oscuro mondo dell’occulto, tramite un sito in Rete. Quello che vide lo fece tornare sui propri passi fino a ricondurlo in Chiesa, soprattutto grazie all’aiuto di un buon sacerdote e di una parrocchia molto ben organizzata, che noi non possiamo nominare per garantire l’anonimato di David.

Cosa può fare di bene un sacerdote molto devoto e la sua parrocchia per contrastare certe subculture giovanili? Lo scoprirete leggendo questa storia.

REGINA: Parlaci della tua infanzia e del contesto domestico in cui sei cresciuto.

Sto ancora cercando una definizione che descriva mio padre. Mia madre è operaia, in fabbrica. Divorziò da mio padre quando avevo quindici anni. Mio padre era un violento. La mia vita era funestata dalla paura che avevo di lui e delle frequenti liti tra i miei genitori. Era una cosa orribile. Nella mia vita c’era pochissimo spazio per la religione. I miei non consideravano nemmeno l’idea di andare in chiesa. Io frequentavo la scuola biblica, di solito in estate, ma era tutto qui il mio rapporto con la religione.

 

REGINA: E com’era a scuola?

Ero vittima dei bulli. Le avevo tentate tutte pur di farmi piacere dai miei compagni di scuola, ma era tutto vano per cui rinunciai. Ero povero. Molte volte non ero perfettamente pulito e pettinato. Indossavo vestiti sformati ed ero un emarginato.

 

REGINA: Quali erano i tuoi passatempi preferiti?

Mentirei se dicessi che giocavo ai videogiochi: ovviamente non potevo permettermeli. E i miei compagni parlavano spesso dei loro successi alla consolle. In compenso io trascorrevo tantissimo tempo in Rete, al punto che talvolta andavo a lezione con gli occhi pesti per aver dormito solo una mezz’ora.

REGINA: I tuoi parenti erano al corrente di quel che facevi?

No.

REGINA: Pensi che a loro avrebbe importato se l’avessero saputo?

Forse, anche se devo dire che avevano altro per la testa. Mio padre conviveva con la sua nuova fidanzata. Mia madre, invece, cercava di rifarsi una vita dopo essere tornata a casa di mia nonna.

REGINA: Quando hai avuto il tuo primo contatto con il satanismo? Ne avevi già sentito parlare prima di entrare a farne parte?

Il satanismo viene veicolato dalla Wicca, in quanto è una parte molto considerevole di quella subcultura. Io non ero pienamente consapevole di cosa si trattasse. Principalmente noi vedevamo il nostro appartenere allo Wicca come un modo per ribellarci contro il Dio cristiano, che per noi era gretto e distaccato nei nostri confronti.

REGINA: Nel momento in cui hai conosciuto gli altri appartenenti alla Wicca, hai scoperto che pure loro erano vittime di bullismo?

Certamente. Tutti noi eravamo emarginati, vittime di bullismo e malvisti dai nostri insegnanti e genitori. Ci unimmo in uno stesso gruppo proprio perché sentivamo di avere gli stessi problemi e che quindi potevamo capirci. Molti di noi parlavano anche di molestie; grazie a Dio a me non è mai successo, ma ne sentivo parlare molto frequentemente.

REGINA: Dopo quanto tempo hai incontrato queste persone, al di fuori della Rete?

Finito il college. Sono sempre stato abbastanza imbranato a farmi nuovi amici.

 

REGINA: La droga aveva un ruolo importante in questo stile di vita?

Certo. Molte persone parlavano di fumare la marijuana, assumere le pillole stupefacenti e di bere. Non ho mai provato niente di tutto ciò, ma le persone attorno a me ne parlavano molto spesso.

REGINA: Hai detto che “erano esposti al sesso virtuale, alla pornografia ed erano particolarmente liberali sul discorso dei diritti degli omosessuali.

Entrando nel gruppo, le persone parlavano di questi argomenti nel giro di poco tempo.”. Sembrerebbe che il sesso fosse un elemento che spingesse gli adolescenti a entrare a far parte della subcultura Wicca.

Certo. Spesso queste persone nella vita reale sono molto timide, oppure sentono che a nessuno importi di loro per cui, una volta in chat, si sfogano.

REGINA: Ti è mai capitato di vedere casi di persone evidentemente costrette ad avere rapporti sessuali?

Certo, le chat a luci rosse erano diffusissime. I ragazzi ingannavano le ragazze, inizialmente facevano credere loro di essere sinceri per poi postare i video del rapporto sessuale appena consumato.

REGINA: Sei mai stato testimone di persone che concedevano prestazioni sessuali in cambio di soldi, magari con adulti?

Talvolta le ragazze lo facevano, di solito ricevevano in cambio le ricariche per il cellulare, dei regali oppure dei video pornografici. In genere era un comportamento comune tra le diciottenni. Talvolta, però, anche delle ragazze in piena adolescenza si lasciavano coinvolgere in relazioni con uomini ben più maturi.

REGINA: Secondo te la prostituzione organizzata talvolta assume le proprie schiave del sesso tramite quei siti?

Non mi sorprenderei se fosse così.

REGINA: Hai detto che su quei siti ci sono persone che ingannano le adolescenti facendo credere loro di “essere sinceri. In questo modo essi evitano che queste adolescenti abbiano esperienza di Cristo, in quanto per loro il Cristianesimo rappresenta il principale nemico.”. Chi sono queste persone? Adulti?

Sì. In certi ambienti si odia il Cristianesimo, in quanto si oppone alla loro visione del sesso, della morale e della vita. Il Cristianesimo ti dice che non puoi crearti le tue regole personali, perché hai un Re che le crea al tuo posto. Tutto ciò che è tradizionale viene visto come un qualcosa di inutile di cui disfarsi, e che se non viene rigettato finisce per rovinarti la vita. Spesso arrivano persone di una ventina d’anni a dirti “Lascia perdere Gesù. Vuole renderti depresso, vuole impedirti di essere te stesso.”

 

REGINA: Sembrerebbe che questo stile di vita porti le persone ad essere sicure di sé e che il relativo modo di vestire e di comportarsi sia un modo di distinguersi dalla massa. Che ruolo ha il risentimento in tutto questo?

Queste persone guardano a questo tipo di cultura come a un punto di riferimento. Sono molto desiderosi di vendetta nei confronti dei bulli che li hanno maltrattati, e di poter dire loro “Ora tu per me non conti niente, perché sono migliore di te.”.

REGINA: La religione wiccana è l’elemento che attrae maggiormente le persone all’interno di questo tipo di ambiente. Di solito, in seguito, i nuovi adepti vengono messi alla prova e viene chiesto loro di fare qualcosa di ripugnante. A te è capitato di vedere questo tipo di “iniziazione”?

Certamente: i giovani accettano di buon grado la richiesta di rigettare le regole morali che hanno avuto sin dalla nascita, pur di entrare a far parte del “club”.

REGINA: Perché il nemico è proprio il Cristianesimo, e non altre religioni come l’Ebraismo, l’Islamismo, e così via?

Francamente, è così perché il Cristianesimo, e in particolar modo il Cristianesimo Cattolico, difende la tradizione, la dignità umana e la verità. Al contrario questi culti neopagani propugnano la devianza, l’egocentrismo e la menzogna.

REGINA: Mentre eri inserito in quell’ambiente, hai visto idee tipiche di certi movimenti politici, come per esempio il movimento LGBT?

Certo. Queste persone erano fortemente favorevoli all’introduzione dei matrimoni tra omosessuali, alla legalizzazione della droga e dell’aborto.

REGINA: Hai detto “Ci sono siti pieni di persone sulla ventina che hanno cominciato a frequentare questi ambienti online quando erano tredicenni che avevano avuto una moderata educazione cristiana”. Da come hai detto, sembrerebbe come se questi giovani avessero iniziato a frequentare questi ambienti quando ancora erano i loro genitori a permettere loro di accedere a Internet, pagando la bolletta mensile. Questi genitori come potrebbero arrivare a scoprire cosa sta succedendo ai loro figli?

Talvolta il cambiamento è molto evidente. Se tuo figlio comincia a vestirsi con colori scuri, o con vestiti strani (come per esempio abiti dallo stile gotico) e con elementi che riconducono alla dimensione diabolica, questo può essere un ottimo indizio. Come può esserlo anche il cambiamento nel comportamento: ragazzi che improvvisamente diventano apatici nei confronti di una cosa che a loro è sempre piaciuta, nei confronti della famiglia; ragazzi che cominciano ad isolarsi, ad impegnarsi meno a scuola e ad avere scarso interesse nel futuro… queste cose rappresentano un allarme rosso.

REGINA: Come dovrebbero reagire i genitori?

Dovrebbero mostrarsi gentili e amorevoli, e incoraggiare il dialogo con i propri figli, anche e soprattutto considerando che se si dimostrassero eccessivamente severi, i figli sarebbero maggiormente motivati a ribellarsi.

REGINA: Cosa dovrebbero fare i genitori?

Dovrebbero dar loro delle regole. All’occorrenza, non dovrebbero esitare a sequestrare loro le apparecchiature che permettono ad essi di accedere a Internet. E soprattutto, non devono arrendersi mai e continuare ad amarli come la propria vita.

REGINA: Cosa ti ha spinto ad abbandonare questo stile di vita?

L’Eucaristia. E l’amore della mia Madre Celeste, insito nel mio cuore, e l’amore del mio Padre che è nei Cieli.

REGINA: Come hai fatto a trovare la Chiesa Cattolica? Cosa ti ha riportato alla Fede Cristiana?

Mio padre era un Cattolico poi diventato evangelico, e io non riuscivo proprio a credere agli insegnamenti della Chiesa Evangelica, secondo cui “dì solo una piccola preghiera e sarai salvato” oppure “credi e basta”. Non era d’accordo con la Bibbia. Il Signore dice “Mangia la mia Carne e bevi il mio Sangue”, e questo è un elemento esclusivo del Cattolicesimo. Da bambino, poi, guardavo spesso Madre Angelica in TV, così come guardavo anche “The Life on the Rock”, per cui sicuramente questi programmi avevano alterato la mia fede che non poteva più dirsi evangelica.

REGINA: Come reagirono i tuoi amici satanisti? E i tuoi genitori?

Nel momento in cui mi convertii, li persi tutti. Ormai ero molto curioso di scoprire la Fede Cattolica e volevo conoscere la Verità, per cui mi abbandonarono. Mia madre invece fu d’accordo. Riguardo a mio padre, io non so come la pensi, perché non ci parliamo mai. Certo, io gli voglio bene ma ovviamente non posso costringerlo a voler bene a me. Amarlo è tutto quello che posso fare.

REGINA: Quando ti sei convertito? Che tipo di norme religiose hai avuto?

Cominciai a riavvicinarmi mentalmente circa quindici giorni prima che Benedetto XVI abdicasse. La data che io considero “ufficiale”, però, è la Pasqua 2014. Sapevo che esisteva la possibilità di ricevere il Battesimo in età adulta. Mi preparai all’evento studiando i principi del Catechismo, leggendo libri cattolici e guardando video sul Cattolicesimo tramite YouTube. Il Battesimo servì a esorcizzarmi. Voglio dire: so di non essere ancora un santo, ma sono sulla buona strada. Spero e prego.

REGINA: Sei in fase di discernimento vocazionale. Quali sono gli Ordini Religiosi che a te interessano maggiormente?

Amo i Gesuiti, anche se qualcuno mi ha espresso dei dubbi circa il modo in cui questo Ordine viene gestito. Vorrei semplicemente essere un sacerdote diocesano ed incoraggiare la ridiffusione della Fede e della Morale tradizionali. Tuttavia, resto aperto a qualsiasi cosa mi chieda il Signore, anche se questo dovesse non piacermi. D’altronde, la Via che conduce al Paradiso è stretta e impervia.

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